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Stipendi più bassi, manca fiducia e sicurezza e una famiglia su cinque in difficoltà. Statistiche

L’Italia rischia una sorta di involuzione a causa delle sempre maggiori difficoltà economiche in cui versa. Questo è ciò che sostiene il ‘Rapporto sui diritti globali 2008’



L’Italia rischia una sorta di involuzione a causa delle sempre maggiori difficoltà economiche in cui versa. Questo è ciò che sostiene il ‘Rapporto sui diritti globali 2008’, il rapporto annuale sulla globalizzazione e sui diritti nel mondo redatto dall'associazione SocietàINformazione e promosso da Cgil, Arci, ActionAid, Antigone, CNCA, Forum Ambientalista, Gruppo Abele e Legambiente, secondo cui il lavoro è sempre più precario e rischioso, gli stipendi più bassi e le tasse sempre troppo alte per ciò che si guadagna.

Le condizioni di lavoro in Italia sono sempre troppo pesanti e si vivono in  situazioni di insicurezza, basti pensare agli incidenti di morte bianca che in questi ultimi anni hanno colorato sempre più le pagine di cronaca nera. La lunga battaglia nei luoghi di lavoro dal 2003 al 2007 ha prodotto 5252 morti sul lavoro in Italia e queste morti sono la conseguenza di una cultura economica e organizzativa che non ritiene ragionevole una spesa per la sicurezza volta ad assicurare situazioni di lavoro ottimali a chiunque entri la mattina in una fabbrica.

Secondo il Rapporto, ciò che influisce sulla ‘povertà’ italiana sono, senza dubbio, i salari, troppo bassi, in alcune zone del paese minimi, per garantire un tenore di vita mediocre. Secondo le statistiche, per esempio, tra il 2004 e il 2006 le retribuzioni in Italia sono scivolate dal diciannovesimo al ventitreesimo posto, Oltre due milioni e mezzo di famiglie ‘ufficialmente’ povere.

Ma nel frattempo nel 2007 i primi cinque top manager italiani hanno ricevuto compensi per circa 102 milioni di euro, il salario lordo di 5000 operai. E sono ricchi. Sembra che in Italia inizi a valere la regola per cui se sei ricco lo diventi sempre più, se sei povero sei destinato a fallire.

E sono proprio le ultime statistiche a sostenere che questa generazione sarà la prima che, contrariamente a quanto avvenuto sino ad oggi, vivrà in condizioni peggiori dei loro genitori. Così anzicchè fare un passo avanti verso una qualità della vita migliore, se ne fanno cento indietro perché manca fiducia nel sistema che governa il paese e regna la paura del futuro.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il