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Offerte e prezzi più bassi per assicurazioni, petrolio, farmaci, energia solo con liberalizzazioni

Sarebbero dei settori specifici dell’economia italiana che contribuiscono alla lentezza nelle decisioni per la mancanza di concorrenza nel processo delle liberalizzazioni.



Sarebbero dei settori specifici dell’economia italiana che contribuiscono alla lentezza nelle decisioni per la mancanza di concorrenza nel processo delle liberalizzazioni. Secondo l’Antitrust, i settori strategici su cui intervenire sarebbero quello delle infrastrutture, di carburanti, energia, trasporti, servizi pubblici locali, farmaci, professioni, distribuzione commerciale e servizi finanziari, in particolare banche e assicurazioni.

In dodici capitoli le aree evidenziate dall'Autorità su cui intervenire partono dalle infrastrutture, per cui bisogna eliminare i veti incrociati che bloccano la realizzazione delle opere e attribuire allo Stato centrale la funzione di decisore di ultima istanza sulle scelte relative alla realizzazione delle infrastrutture di interesse nazionale. Per quanto riguarda i carburanti, devono essere eliminati i vincoli relativi alle distanze minime, alle superfici minime e agli standard qualitativi.

Occorre inoltre liberalizzare gli orari massimi di apertura e rafforzare la competitività degli operatori di impianti di distribuzione non integrati. Servirebbero interventi normativi e regolamentari finalizzati alla ‘tempestiva definizione delle priorità’ relative ai nuovi investimenti infrastrutturali in capacità di importazione e di stoccaggio di gas. E’ necessario, inoltre, introdurre una piena separazione proprietaria tra attività di distribuzione e vendita di energia elettrica nelle reti di distribuzione.

Per quanto riguarda i trasporti, bisogna ricorrere alla separazione proprietaria per eliminare la molteplicità dei ruoli e delle funzioni attualmente esercitati dal gruppo Ferrovie dello Stato, al tempo stesso operatore del servizio, gestore della rete e, per alcuni aspetti, regolatore del mercato. E’ necessario, inoltre, l’ individuazione degli ambiti di servizio pubblico, quantificandone i relativi oneri e lasciando al mercato, attraverso il meccanismo della gara, la scelta del gestore.

Per i Servizi pubblici locali, bisognerebbe eliminare alla radice i conflitti di ruolo derivanti dai diffusi legami proprietari tra soggetto pubblico (regione o ente locale) e società affidataria del servizio. Un ruolo importante potrà essere svolto dalle fondazioni di origine bancaria. Argomento che tocca particolarmente è anche quello della distribuzione dei farmaci, per cui occorre una significativa semplificazione dei requisiti e degli adempimenti, previsti a livello locale, per la distribuzione dei farmaci. Occorre inoltre rivedere il sistema di autorizzazione e localizzazione delle farmacie.

A livello produttivo occorrono iniziative orientate a favorire l'ingresso dei farmaci generici, senza tuttavia scoraggiare gli incentivi all'innovazione. E poi la questione della gestione delle professioni: l’accesso alla professione deve essere, in linea di principio, libero, per cui vanno abrogate le limitazioni numeriche agli accessi previsti per alcune professioni, come per esempio nel caso dei notai e dei medici del servizio sanitario nazionale.

Autrice: Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il