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Licenziamenti in azienda o pubblico impiego: quando c'è la truffa si rischiano 3 anni di galera

Rischia fino a tre anni di reclusione per truffa il dipendente pubblico che timbra il cartellino e poi esce per lavorare altrove, oppure che si finge malato.



Rischia fino a tre anni di reclusione per truffa il dipendente pubblico che timbra il cartellino e poi esce per lavorare altrove, oppure che si finge malato: questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione  dopo le ennesime scoperte di un truffa al lavoro.

Le procedure sono ancora all’inizio e si spera arrivino ad un obiettivo concreto. Tutto è stato scatenato dall’ennesimo caso di assenteismo di un dipendente comunale di Acerra.

L’uomo timbrava il cartellino o si fingeva malato, per poi uscire e andare a lavorare in un bar. Una volta scoperta la truffa, l’ente locale lo aveva denunciato e, a settembre del 2005, il Tribunale di Nola lo aveva condannato per tentata truffa e per falso.

La Corte d’Appello di Napoli a novembre del 2007, aveva confermato il verdetto malui ha fatto ricorso in Cassazione ed è riuscito a farsi togliere la condanna perché, spiega la V Sezione penale, ‘i cartellini segnatempo e i fogli presenza non costituiscono atto pubblico’. 

Tutto è filato liscio per l’uomo, fino a quando la sua negligenza è stata confermata da dati presentati dalla Corte partenopea e deposizioni di colleghi, da cui è emerso che quello che doveva essere un dipendente comunale, nel frattempo, negli stessi orari lavorava alla cassa di un bar.

Altro caso recente è quello che ha visto protagonista un imprenditore di Rovereto (Trento) che ha scoperto un suo dipendente in malattia mentre ballava negli studi televisivi di un'emittente locale. Ora l’uomo dovrà rispondere in Tribunale del suo comportamento.

E visto che un limite sembra non esistere mai, un altro episodio scandalo arriva niente poco di meno che dalla Milano del frenetico lavoro: l’ATM azienda del trasporto locale meneghino controllata al 100 per cento dal Comune, ha avviato nove procedure di licenziamento nei confronti di dipendenti che, nel deposito di tram e bus, producevano in realtà cucce per cani, e nei confronti di un altro dipendente scoperto ubriaco al lavoro e di altri dipendenti spesso malati a casa.

Autrice: Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il