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Pagare le tasse: l'italiano che è felice di farlo. La sua storia

E per ricordarci di quanto possa essere utile il contributo che ogni cittadino con le tasse versa allo Stato, basterebbe ricordare un uomo che, forse, ha fatto storia. Si tratta del più alto contribuente di Trieste



Tasse all’orizzonte e iniziano guai, problemi e sotterfugi talvolta per cerare di aggirare un ostacolo forse insormontabile, il gigante dell’economia italiana. Un sistema che a tanti riesce e che, quindi, violano oltre che il codice penale italiano, anche, e soprattutto, il comandamento che vieta l’atto del ‘rubare’.

Le tasse sono ormai necessarie per poter vivere, pur sembrando un paradosso. Servono per contemperare le esigenze delle imprese, le urgenze di interventi pubblici e le misure atte a garantire una decorosa qualità di vita. Non devono, dunque, essere vista come una sorta di appropriazione indebita da parte dello Stato, tutto se ovviamente garantito.

E per ricordarci di quanto possa essere utile il contributo che ogni cittadino con le tasse versa allo Stato, basterebbe ricordare un uomo che, forse, ha fatto storia. Si tratta del più alto contribuente di Trieste, che in quell’ormai lontano 1980, pagava 526 milioni e 110 mila lire di Irpef e 133 milioni e 360 mila lire di Ilor per un totale di 659 milioni e 470 mila lire.

Tutto questo nel 1980, quasi trent'anni fa. Intervistato da Rosanna Santoro sul Meridiano il 13 settembre 1984 a proposito di quella sua denuncia dei redditi resa allora pubblica, Primo Rovis rispondeva: ‘Ho pagato le tasse che dovevo pagare e ne sono felice.

Esistono strade, scuole, luce nelle case, assistenza sanitaria, ordine pubblico, tanti servizi a carico dello Stato, che li può garantire e migliorare solo se i cittadini contribuiscono in proporzione al loro reddito’. Parole del passato che non fanno parte della nostra attualità contemporanea.

Dopo aver iniziato a lavorare alla tenera età di otto anni battendo ghiaia in Istria, è diventato un vero e proprio imprenditore del caffè. Ed ama la vita, la buona vita, quella resa piacevole e gradevole dall’impegno di tutti. E ama il suo prossimo. Un uomo retto, disponibile ma integerrimo sul lavoro, un lavoro che gli ha permesso di costruire un impero. Un lavoro che lo reso esempio.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il