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Processi in Italia: sospensione di quelli meno gravi proposta da Berlusconi. Polemiche

Arriva improvvisamente la nuova proposta del premier Berlusconi sui processi: l’emendamento prevede la priorità dei processi per reati gravi con pene superiore ai dieci anni e sospende i processi per reati meno gravi compiuti entro il giugno 2002.



Arriva improvvisamente la nuova proposta del premier Berlusconi sui processi: l’emendamento  prevede la priorità dei processi per reati gravi con pene superiore ai dieci anni e sospende i processi per reati meno gravi compiuti entro il giugno 2002.

si tratta di un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e recenti, secondo il presidente del Consiglio.

Contraria l’opposizione, che si ribella anche perché andrebbe a tutelare lo stesso premier implicato in lungo processo che deve ancora vedere il termine (processo Mills, quello in cui è accusato di aver corrotto il giudice inglese.

Un reato, guarda caso, compiuto prima del giugno 2002). La ragione dello stop ai processi meno gravi sta nel fatto che i Tribunali sono ingolfati da migliaiadi procedimenti e la maggioranza vuole garantire una corsia preferenziale a quelli che riguardano reati gravi e gravissimi: mafia, terrorismo e tutti quelli per i quali è previsto che si proceda con rito direttissimo e immediato, che il decreto sicurezza ha esteso a un'area più ampia di reati.

La presa di posizione di Silvio Berlusconi è netta per quel che riguarda l’affermazione del diritto del governo di legiferare anche in materia di giustizia e per questo ha scritto al presidente del Senato, Renato Schifani, una lettera destinata a segnare una svolta nella sua politica.

La norma cosiddetta ‘salva-premier’ (ma che in realtà salva tutte le alte cariche dello Stato) è arrivata puntuale a spazzr via ogni genere di ripensamento in merito alla politica di Berlusconi, cucita sempre su se stesso.

La legislatura 2001-2006 fu, infatti, in parte condizionata dalle questioni giudiziarie del presidente del Consiglio e si perse nelle leggi ad personam. Il Berlusconi del 2008 aveva mostrato  di essere diverso dal personaggio che calcò le scene sette anni fa.
Ma, all'improvviso, rieccolo di  distratto dai suoi compiti istituzionali e impegnato a tutelare se stesso.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il