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Giovani in Italia trentenni: 1000 euro al mese a fatica di stipendio, ma gli piace spendere

Quelli che non hanno nessuno, e forse nessun ideale, per cui combattere, che pur guadagnando una certa cifra (che nella maggior parte dei casi è di 1000 euro), spendono e spandono senza preoccuparsi del futuro. Sono i trentenni che studiano (universi



Si parla delle generazione che tempo fa l’ex ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, aveva chiamato ‘bamboccioni’, sono i nuovi ragazzi trentenni che, nonostante l’età e un percorso di studio e formazione alle spalle, non sono ancora entrati appieno nel mondo del lavoro, quelli che vivono ancora con ‘mamma e papà’, quelli che non guadagnano, o guadagnano poco, ma che hanno sempre il desiderio di spendere per avere di più. Ma è un problema generazionale o è lo specchio evidente e concreto delle possibilità di lavoro scarse in Italia? Certo, forse si, ma questo non giustificherebbe la smania dell’acquisto.

Secondo una ricerca condotta dall’Istat cu un campio di ragazzi trentenni di Milano (ma estendibile a tutta Italia), sono individualisti, non fanno generazione e, soprattutto, politicamente non contano granché.

Il motivo, secondo Alessandro Rosina, demografo della Cattolica, è semplice: sono pochissimi. A Milano i 30-35enni non arrivano a 115.000. Mentre gli under 35 sono soltanto il 22% dell'elettorato (dunque: 1 su 5). Milano ha il record di «bamboccioni» celibi o nubili (a 40 anni senza fede nuziale ci arriva il 60% dei maschi). E di single, che contrariamente a quando era considerata una condizione determinata dalla scelta di ‘altri’, oggi è la tanto agognata situazione della libertà: libertà di poter fare, spendere per se e non per la famiglia, gestirsi autonomamente senza dover considerare l’altro. Vivere con se stessi.

Sono la generazione dell’aperitivo alle sette, del venerdì serata che ha sostituito il sabato, quelli che a Milano affollano l’Armani o il Just Cavalli, che a Roma vivono Campo dei Fiori e a Verona il centro storico.

Quelli che non hanno nessuno, e forse nessun ideale, per cui combattere, che pur guadagnando una certa cifra (che nella maggior parte dei casi è di 1000 euro), spendono e spandono senza preoccuparsi del futuro. Sono i trentenni che studiano (università e master) o quelli che lavorano 12 ore al giorno ad uno stipendio minimo. E, viziati o no, benestanti o meno, impegnati o nulla facenti, sono i trentenni di oggi.

Autrice: Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il