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Treni in Italia: Ferrovie dello Stato chiede aiuto Stato. Si rischia fallimento come Alitalia

Mentre nel resto dei Paesi europei più all’avanguardia, è in atto un processo di ristrutturazione e rimodernizzazione del sistema ferroviario interno e non, mentre si parla di alte velocità e riduzioni dei costi, l’Italia sembra nuovamente in crisi.



Mentre la questione Alitalia che mesi e mesi ‘tortura’ la politica e l’economia italiana è ancora tutta in discussione e non si riescono a trovare soluzioni per ovviare alla crisi della compagnia di bandiera che perde un colpo dietro l’altro, ad affacciarsi sul versante Stato ci sono adesso anche le Ferrovie.

Mentre nel resto dei Paesi europei più all’avanguardia, è in atto un processo di ristrutturazione e rimodernizzazione del sistema ferroviario interno e non, mentre si parla di alte velocità e riduzioni dei costi, l’Italia sembra nuovamente in crisi.

E chiede aiuto allo Stato. Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, lamenta una situazione incresciosa e drammatica nel comparto dei treni. “O si mettono dolorosamente a posto le cose, dice Moretti, o si chiude”. Senza contare la montante ostilità popolare di chi sui treni vive quotidianamente l'effetto sardina e l'effetto monnezza, oltre che la vaghezza del concetto di puntualità.

Poca pulizia, poca sicurezza, servizi scadenti, treni vecchi: questo lo scenario. L’effetto ‘sardina’ è il risultato dei pochi treni e delle poche carrozze, per di più vecchi. E il problema diventerà sempre più grave se non saranno presi i provvedimenti richiesti nel piano industriale: più treni e più nuovi, con un aumento del 50% nell'offerta nei prossimi quattro anni. Mille nuovi treni e nuovo materiale rotabile per il trasporto locale richiedono un investimento di 6,5 miliardi. Parte sarà messa da FS, ma parte deve essere data da Stato e Regioni.

Altra proposta è quella di togliere i ristoranti: costano troppo e si usano meno. Bisogna, dunque, ovviare ai problemi base mentre le promesse di novità restano. Si dice che il 14 dicembre di quest'anno sarà al via la Milano-Bologna, il 14 dicembre 2009 la Torino-Salerno. Da fine anno ci vorranno 3 ore e 35 minuti da Milano a Roma, partendo da una stazione milanese bellissima che per quella data sarà inaugurata.

A marzo 2009 saranno pronte anche Torino Porta Nuova e Napoli Centrale. Era dai tempi di Mussolini che in Italia non si facevano nuove stazioni. Speriamo di dover aspettare meno di altri 50 anni per poter avere nel nostro Paese un sistema ferroviario rispondente e tutti i bisogni ed efficiente.

Autrice: Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il