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Veltroni: dialogo con maggioranza è già saltato. No a collaborazioni e proteste in piazza in autunno

Il giorno del risultato delle elezioni politiche 2008 la parola d’ordine dei due schieramenti che rimbombava in tutto il Paese era ‘dialogo’, dialogo fra maggioranza e opposizione



Il giorno del risultato delle elezioni politiche 2008 la parola d’ordine dei due schieramenti che rimbombava in tutto il Paese era ‘dialogo’, dialogo fra maggioranza e opposizione, dialogo di collaborazione e cooperazione per riuscire a gestire al meglio la ‘cosa comune’, come tanto piaceva dire ai latini, il nostro paese, come, invece, tanto amiamo dire noi fortemente legati alla nostra cultura.

Le vicissitudini politiche si sono susseguite a botte di governo composto a tempo di record, Finanziaria che promette ‘miracoli’ e nuove leggi salva-governo. E dopo un periodo di silenzio e di approvazione, il tanto amato dialogo salta.

Salta la cooperazione, salta l’appoggio. Veltroni critica Berlusconi e le sue scelte di governo, la maggioranza risponde con un secco sistema di gestione che dipende solo ed esclusivamente da lei.

Durante l'assemblea nazionale del Partito democratico, il leader di partito, Walter Veltroni, alza i toni, attacca l’operato del nuovo governo, si ribella la fazione politica della minoranza, ma si ribelleranno anche i cittadini, Veltroni promette manifestazioni in piazza dal prossimo autunno che saranno sempre più consistenti se le linee guida del governo non cambieranno rotta.

Per Veltroni la linea scelta per il Pd è quella giusta, ma ‘ha bisogno di ulteriori innovazioni e soprattutto di un partito che la esprima in modo efficace’.

Sì all'unione di culture diverse, no alle leggi ‘personali’. Questo è il fatto incriminato: la nuova legge salva premier in merito ai processi.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il