BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Lavorare all'estero: le nazioni migliori sono Stati Uniti, Regno Unito e Spagna secondo ricerca.

Lavorare all’estero diventa sempre più il sogno dei più giovani che si affacciano nel famigerato mondo del lavoro, di chi cerca occasioni migliori, possibilità di conoscere e crescere.



Lavorare all’estero diventa sempre più il sogno dei più giovani che si affacciano nel famigerato mondo del lavoro, di chi cerca occasioni migliori, possibilità di conoscere e crescere.

E così, dopo percorsi formativi all’estero, magari post-universitari, in tanti sono coloro che decidono di trasferirsi.

Secondo l’ultimo rapporto ‘The Borderless workforce 2008’ realizzato da Manpower che ha raccolto le testimonianze di quasi 28 mila tra lavoratori e imprenditori di 27 diverse nazioni, più di uno su tre pronto a cambiare paese per migliorare le proprie condizioni economiche. Manager, professionisti specializzati ma anche lavoratori privi di chance costretti a lottare per una paga minima.

In testa alle destinazioni gli Stati Uniti, Regno Unito e Spagna. Destinazioni ambite sono anche il Canada e l’Australia. L’Italia figura solo all’ottavo posto che è, tra l’altro, tra i paesi con un più elevato numero di ‘espatriati’ (circa tre milioni).

Secondo la ricerca condotta, il 37 per cento degli intervistati ha detto di essere pronto ad andare ovunque al di là dei confini pur di poter migliorare la propria condizione economica.

Comprensibilmente, sono soprattutto gli under 30 a mostrare maggiore sensibilità alle opportunità offerte all’estero. Se si guarda alle differenze di genere, ci si accorge che gli uomini sono quelli più disposti a muoversi per lunghi periodi di tempo mentre le donne tendono a preferire occasioni che coprano un arco di tempo minore e in particolare privilegiano le opportunità da sei mesi a tre anni.

Marianna Quatraro

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il