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Vendite auto in crisi a livello mondiale innescata da petrolio e mutui. Male Fiat.Così fino al 2009?

Partita dagli Stati Uniti come effetto collaterale della crisi dei mutui subprime, la crisi dei mercati automobilistici, incrociando col passare dei mesi col progressivo aumento del prezzo dei carburanti, per le case produttrici si è trasformata in u



La crisi dei mercati automobilistici ha cominciato a trasformarsi in un mezzo incubo. I numeri ufficiali, attesi solo fra qualche giorno, ma che secondo i migliori analisti già segnano una netta  discesa del mercato, si attesteranno intorno al 20%, il che significa veder scendere le immatricolazioni fino a 180.000 unità, contro le 229.000 segnate a giugno del 2007.

Una stima condivisa da tutti gli esperti del settore che intravedono ormai nella seconda metà del 2008 un trend stabilizzato su livelli decisamente più bassi, con cali mensili a due cifre che diventeranno la norma fino a fine anno.

Partita dagli Stati Uniti come effetto collaterale della crisi dei mutui subprime, la crisi dei mercati automobilistici, incrociando col passare dei mesi col progressivo aumento del prezzo dei carburanti, per le case produttrici si è trasformata in una mina vagante.

Si sarebbe dovuta attenuare entro il secondo trimestre di quest'anno ma i segnali hanno già spostato in avanti questa data: forse la fine del 2008, l’inizio 2009 o forse il cambio della guardia alla Casa Bianca.

Incubo anche la Fiat, per cui a poco è servita la presentazione di due nuovi modelli, la nuova Delta e MiTo, in poco più di dieci giorni: il mercato non sembra voler invertire, per ora, la rotta in negativo.

E risentire di questo clima di tensione è anche il mondo dei piccoli Suv, che dopo aver raggiunto un successo di vendite senza precedenti, è ora in crisi, in Italia come in tutta Europa. E per la prima volta, non si tratta solo dei colossi americani, ma entrano nel tunnel dei conti in rosso anche le immatricolazioni dei piccoli 4x4 come il Toyota Rav 4 (meno 30,3% nei primi tre mesi dell'anno in Europa), della Bmw X3 (meno 21,9%) o della Nissan X-Trail (meno 32,8%). Per fare qualche esempio, la Francia ha fatto segnare, nei primi tre mesi del 2008, - 40%, la Spagna - 42%, l'Italia come abbiamo visto il - 8,2 e la
Gran Bretagna +7.

Marianna Quatraro

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il