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Borse e mercati finanziari 2008 primo semestre: perso il 20%. Il risultato peggiore dal 2002

Per le Borse mondiali, più in generale, si tratta del semestre peggiore dal 2002.



Un semestre nero per il mercato delle borse internazionali: nonostante i segnali di crisi, si è venduto a New York e ancor più pesantemente sulle piazze europee, scese ben sotto i minimi di marzo: e fa un crollo del 28% dal picco del 2007, assai più del 18% perso dall'S&P500. Per le Borse mondiali, più in generale, si tratta del semestre peggiore dal 2002.

E la crisi dei mercati azionari, innescata dalla tempesta abbattutasi sui mutui subprime americani, sulla disinvoltura delle grandi banche d'affari (soprattutto americane) e sulla presunta recessione americana, è finita nei portafogli delle istituzioni europee e c'è anche il sospetto che molte delle vendite viste sulle Borse del Vecchio continente siano arrivate anch'esse da Oltreoceano.

Per giustificare una situazione alquanto anomala per cui le vendite sono aumentate nonostante l’andamento delle borse, un gestore di hedge fund ha spiegato che si tratta di un ribasso che risponde a strategie top down.

Cioè, banche ed hedge fund ("macro") hanno venduto attraverso i future sugli indici. Così si spiegherebbero i cali generalizzati. Sembrerebbe un ottimo ragionamento, ma restano, di fatto, la crisi del credito e le ulteriori difficoltà delle banche, come hanno segnalato, per esempio, in settimana i casi svelati di Citigroup e di Fortis.

E, per quanto riguarda la recessione, temutissima, la Fed, in un comunicato diramato, ha fatto sapere che le recenti informazioni indicano che nel complesso l'attività economica continua a espandersi. E allora niente crisi recessione?

Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il