Corsi di formazione Unione Europea: finanziamenti spesi per auto di lusso e fatti sparire. Alla Cisl

E’ scandalo alla Cisl: la bufera delle polemiche sugli ‘sprechi’ dei politici italiani continua ad imperversare e questa volta finisce nell’occhio del ciclone lo Ial-Cisl Abruzzo e Molise, a causa di un'inchiesta giudiziaria per una montagna di



E’ scandalo alla Cisl: la bufera delle polemiche sugli ‘sprechi’ dei politici italiani continua ad imperversare e questa volta finisce nell’occhio del ciclone lo Ial-Cisl Abruzzo e Molise, a causa di  un'inchiesta giudiziaria per una montagna di euro frutto di finanziamenti Ue, finita prima nelle casse dell'ente del sindacato e poi scomparsa.

Sarebbe di circa venti milioni di euro la somma destinata ai fondi pubblici spariti nel nulla.

A scatenare la bufera sono state le continue proteste da parte di docenti e dipendenti, senza stipendio da mesi. Poi, i vertici nazionali hanno proceduto al commissariamento, avviato un'indagine interna e presentato un esposto alla procura in via cautelativa. Ma l'inchiesta giudiziaria era già partita in base alle denunce di corsisti e docenti.

Quando la Guardia di Finanza di Pescara, pochi mesi fa, ha sequestrato i documenti contabili, ha scoperto che i soldi della formazione professionale, che avrebbero dovuto essere anche stipendio di chi si ‘lamentava’, erano stati utilizzati per acquistare auto di lusso (Mercedes), finanziare campagne elettorali, comperare beni per uso personale (come mobili per arredare la casa di alcuni dirigenti).

E non solo. Pare, infatti, che i soldi siano stati utilizzati anche per un finanziamento al Palermo Calcio (periodo 2000-2002), quando alla presidenza c'era l'ex segretario nazionale della Cisl, Sergio D'Antoni. Circostanza, questa, ancora da appurare.

Ora, con la chiusura definitiva e la dichiarazione dello stato di insolvenza, sono scattati anche 50 licenziamenti e oltre mille e seicento giovani attendono compensi e rimborsi.

Marianna Quatraro

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il