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Crisi economia e borse finanziarie: previsioni. Il peggio deve ancora venire per la BRI

La Bri (la Banca dei regolamenti internazionali di cui sono azionisti 56 banche centrali, tra cui la Banca d'Italia) non nasconde la situazione e afferma ‘il peggio della crisi dei mercati probabilmente deve ancora arrivare’.



La Bri (la Banca dei regolamenti internazionali di cui sono azionisti 56 banche centrali, tra cui la Banca d'Italia) non nasconde la situazione e afferma ‘il peggio della crisi dei mercati probabilmente deve ancora arrivare’.

E precisa, quella  iniziata il 9 agosto 2007 è una crisi che non ha precedenti nel dopoguerra con radici profonde tanto nell'economia reale quanto nel settore finanziario. I fatti degli ultimi mesi indicano che l'entità dei problemi a venire potrebbe essere ben maggiore di quanto molti attualmente ritengono. Secondo rapporto del Bri, per ovviare non serve tagliare i tassi, come diversi governi chiedono alla Bce.

La relazione della Bri parte dall'analisi approfondita delle conseguenze della crisi dei mutui subprime, da cui emerge, innanzitutto, che le svalutazioni operate dalle società finanziarie sono pari, a maggio 2008, a 161 miliardi di dollari, un valore ampiamente superiore agli utili messi a segno dalle stesse società nell'anno 2007.

Conseguenza di ciò è stato prima di tutto l’inasprimento  dei requisiti standard per il credito. Poi, la crisi si è ampiamente diffusa anche ai bilanci delle banche, pesando sulla redditività degli istituti. La relazione della Bri mette in luce come, già nel 2007, gli utili lordi delle banche di maggiori dimensioni di diversi Paesi si sono contratti in maniera decisa. E poi, sotto la lente d'ingrandimento della Banca dei regolamenti internazionali anche i conti pubblici.

Nel mirino in particolare Grecia e Italia che, secondo la Bri, rientrano fra quei Paesi che hanno limitati margini di manovra per mettere in campo una politica di bilancio espansiva.

Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il