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Stress per lavoro e in ufficio: un italiano su dieci ne soffre. Confronto altre nazioni europee

Un lavoratore italiano su dieci ritiene, secondo un sondaggio riportato nel Rapporto Ocse 2008 sull'Occupazione condotto su un campione di dipendenti dei 30 Paesi Ocse, di avere problemi di salute mentale legati al lavoro, come stress, insonnia e



Sveglia presto la mattina, corse per arrivare in orario, riunioni precise: lo stress da lavoro è un fenomeno dilagante ormai anche in Italia.

La società del BelPaese si lamenta e discute criticamente sulle condizioni di lavoro.

Un lavoratore italiano su dieci ritiene, secondo un sondaggio riportato nel Rapporto Ocse 2008 sull'Occupazione condotto su un campione di dipendenti dei 30 Paesi Ocse, di avere problemi di salute mentale legati al lavoro, come stress, insonnia e crisi d'ansia. Niente a che vedere con i greci che addirittura sono al 24,6%, cioè uno su quattro lamenta questi problemi, ma sempre meglio degli svedesi che si attestano al 13,5% e sotto la Francia (9,5%).

I più soddisfatti in classifica sono rispettivamente gli inglesi ((5,6%) e i tedeschi 2,7 per cento, segno probabilmente di una migliore organizzazione del lavoro. 

A detta dei lavoratori che si lamentano, sarebbe cresciuta anche l’intensità del lavoro di 28 punti percentuali, il più grande incremento nell'Unione europea durante lo stesso periodo. Ed è cresciuta  anche la quota di lavoratori che si dichiara completamente insoddisfatta del proprio impiego.

Il perché? Perché spesso ci si accontenta di un lavoro che possa magari essere sicuro pur non soddisfacendo le aspettative, pur non essendo il lavoro ‘sempre sognato, ma garantiscono stabilità economica, seppur minima in questo periodo.

Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il