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Buoni pasto ai dipendenti aziendali: in Italia il valore medio è il più basso di Europa

Secondo un’indagine dell’Adoc in Italia i rimborsi sarebbero i peggiori d’Europa. Con un volume d’affari annuale di circa 2,5 miliardi di euro i voucher aziendali avrebbero una soglia di esenzione fiscale e contributiva troppo bassa fissata a 5,35 e



Secondo un’indagine dell’Adoc in Italia i rimborsi sarebbero i peggiori d’Europa.
Con un volume d’affari annuale di circa 2,5 miliardi di euro i voucher aziendali avrebbero una soglia di esenzione fiscale e contributiva troppo bassa fissata a 5,35 euro.

Il sistema dei buoni pasto è un sistema vantaggioso per le imprese perché evita loro di dover creare strutture e destinare spazi alle mense interne. A stabilire il valore dei buoni pasto è il datore di lavoro che incarica un’agenzia emittente di selezionare un circuito di ristoranti convenzionati dove poter spendere i voucher, rimborsati agli esercenti dalla società emittente.

Il sistema non è assoggettato a tasse e contributi per il lavoratore dipendente fino al valore di 5,35 euro Il meccanismo rappresenta quindi un escamotage per girare reddito ai dipendenti senza alcun cuneo fiscale.

Secondo le stime Adoc, poi, risulterebbe che circa il 10% dei buoni pasto in circolazione non viene utilizzato perché scaduto comportando la perdita per il possessore del buono 15% del suo valore, pari a circa 200 euro e un guadagno, ingiusto, per le aziende emettitrici, pari a circa 250 milioni di euro complessivi.

Per questo la proposta sarebbe quella di proseguire sulla strada dell’eliminazione della scadenza, come già fatto per le carte telefoniche prepagate, o almeno fissare una scadenza quinquennale, in modo da poter assicurare la possibilità di sfruttare questo ‘beneficio’ in un tempo piuttosto dilatato. Piuttosto che ‘sprecarlo’ e spendere soldi inutili.

Marianna Quatraro

BUONI PASTO: tutte le novità del 2016. Dopo anni di ristagno, finalmente i buoni pasto sono stati "aggiornati". Tante novità in arrivo: limiti più elevati totalmente detraibili, buoni pasto elettronici, ma anche più complicazioni. Vediamo quale effettivamente conviene.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il