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Società internet e nuove tecnologie in Italia quotate Nuovo Mercato: non tutte sono andate male

Centinaia di migliaia furono i risparmiatori spinti ad acquistare, negli anni della bolla speculativa, i titoli ‘tecnologici’, accecati dall'illusione di moltiplicare il capitale in breve tempo. Dei 45 titoli che sbarcarono al Nuovo mercato (orma



Internet e le nuove tecnologie, di comunicazione e non: questi sono i pilastri della nostra società contemporanea dell’informazione e della comunicazione, rappresentanti di una vita che cambia e di un mondo che ci travolge.

E questo non solo per quanto riguarda le possibilità di una nuova comunicazione, ma anche per quanto riguarda le novità toccate da questi mezzi sempre più sviluppati nel mondo economico e finanziario. Così anche le società Internet e le nuove tecnologie sono entrare, tempo fa, a far parte del nuovo mercato delle quotazioni.

Centinaia di migliaia furono i risparmiatori spinti ad acquistare, negli anni della bolla speculativa, i titoli ‘tecnologici’, accecati dall'illusione di moltiplicare il capitale in breve tempo. Dei 45 titoli che sbarcarono al Nuovo mercato (ormai soppresso) ne sopravvive un discreto numero: 34. Per la Borsa un’esperienza decisamente positiva.

Società come Opengate, Gandalf, Tecnodiffusione, Finmatica, Tc Sistema, Cto e Algol fallirono nel giro di qualche anno. Finmatica, dapprincipio quotata al mercato principale, fu travolta da un'inchiesta della magistratura e il suo azionista, Pier Luigi Crudele, arrestato. Diverso il discorso per i risparmiatori.

L'assalto ai titoli ‘tecnologici’ da parte dei piccoli avvenne mentre il mercato era ai massimi. Ma poi è stata strage: 17 delle 45 imprese non hanno mai distribuito un centesimo. Con le offerte pubbliche iniziali le 45 società del Nuovo mercato portarono all'incasso 4,738 miliardi di liquidità. E altri 3 li rastrellarono con successivi aumenti di capitale.

Risultato: 7,7 miliardi. Un terzo di quella somma, e forse anche qualcosina in più, è stata utilizzata per portare fibra ottica a banda larga e relativi servizi in diverse aree del nostro Paese, dove attualmente essa esiste, tra l’altro. Ed è proprio questo ad essere stato il più grande collocamento privato che si stava realizzando mentre la Borse raggiungeva alti livelli di espressione.

Per cui oggi Fastweb è una delle poche, pochissime, aziende che possono dire di aver realmente raggiunto una pareggio operativo.

Tra le 34 imprese che riuscirono a superare indenni la momentanea ondata di euforia borsistica oggi la prima per giro d'affari è la Esprinet, che ha chiuso il 2007 con 2,4 miliardi di fatturato, 67 di margine operativo netto e 31,4 di utile, cui segue l’appena citata Fastweb e, quindi, Tiscali, fondata da Renato Soru, oggi presidente della Regione Sardegna, con 911 milioni di fatturato, che però non ha mai raggiunto il pareggio operativo. Seguono Cdc e Eutelia.

Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il