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Evasione fiscale in Italia nel 2007:importante diminuzione. Analisi iva e irpef

L'evasione di tasse e contributi ha segnato nel 2007 un buon arretramento rispetto all'anno precedente, quando l'importo delle somme sfuggite alle casse dello Stato aveva sfiorato quota 115.



L'evasione di tasse e contributi ha segnato nel 2007 un buon arretramento rispetto all'anno precedente, quando l'importo delle somme sfuggite alle casse dello Stato aveva sfiorato quota 115.

Si tratta di un dato incoraggiante, perché inverte una tendenza di tre anni consecutivi di crescita dell'economia sommersa.

L’evasione delle tasse non riguarda gli imponibili reddituali e contributivi nascosti dai contribuenti disonesti ma la quantificazione delle somme effettivamente sottratte al Fisco e agli enti di previdenza.

Dalla stima condotta risulta che, lo scorso anno,l'evasione si è attestata tra un minimo di 89 e un massimo di 100,2 miliardi. Questa forbice ripropone quella delle dimensioni minime e massime dell'economia sommersa calcolata dall'Istat, quantificate nel 15,3 e nel 16,9% del prodotto interno lordo: in valore assoluto si tratta, rispettivamente, di 227 e 250 miliardi di euro di Pil in nero.

E’ l'Irpef a registrare il tasso più elevato di disonestà: da un minimo di 24,5 a un massimo di 27,6 miliardi di imposta non versata, pur in miglioramento rispetto al 2006. tutto ovviamente collegato, e strettamente, dal dilagare del lavoro nero.

L'Iva mostra livelli di evasione non distanti da quelli registrati nel 2006 (come accade, peraltro, alle altre imposte indirette e ai tributi locali), mentre migliora l'andamento di Ires e Irap.

Nel biennio 2006-2007, secondo le rilevazioni del precedente Governo, il gettito fiscale ha registrato aumenti di 35 e 25,5 miliardi.

Al netto degli effetti economici e delle misure una tantum, il buon andamento delle entrate è in parte attribuibile alle manovre strutturali che hanno portato 5 miliardi aggiuntivi nel 2006 e 3 nel 2007.

Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il