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G8 in Giappone: i temi trattati e le proposte principali. Si concluderà qualcosa quest'anno?

Si è aperto oggi in Giappone il G8.: il clima è sereno e disteso. L’Africa al centro dei lavori: la sua crisi alimentare, la crisi della vita in quella terra del Terzo Mondo che, a volte, sembra dimenticato.



Si è aperto oggi in Giappone il G8.: il clima è sereno e disteso. L’Africa al centro dei lavori: la sua crisi alimentare, la crisi della vita in quella terra del Terzo Mondo che, a volte, sembra dimenticato.

Per primo è stato il Papa, ieri, a chiedere che si adottino tutte le misure necessarie per vincere i flagelli della povertà, della fame, delle malattie e dell'analfabetismo che colpiscono l'umanità.

Il Papa ha chiesto di mettere al centro i bisogni delle popolazioni più deboli, la cui vulnerabilità è accresciuta a causa delle speculazioni finanziarie. Cambiamenti climatici, energia e crisi alimentare: questi i punti cardine della ‘riunione’ a Hokkaido. José Manuel Barroso, presidente della commissione europea, proporrà ai paesi membri della Ue la creazione di un fondo da un miliardo di euro per sostenere il settore agricolo nei paesi in via di sviluppo.

Un miliardo di dollari da parte dell’UE a sostegno dei Pasi poveri: questa la proposta. Quello che separa il G-8 e gli africani rimane abissale. Nel Summit di Gleneagles (2005), i leader delle otto potenze industriali avevano promesso di raddoppiare i fondi per l’Africa, passando da 25 a 50 miliardi di dollari annui entro il 2010 ma nel 2010 mancheranno tra i 38 e i 40 miliardi di dollari per centrare l’obiettivo quantitativo di Gleneagles. Il G-8 giapponese sembra voler ribadire le promesse del passato.

Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Gran Bretagna, Giappone e Russia discuteranno tre giorni della crisi economica mondiale scatenata dall'aumento del prezzo degli alimenti, del crescere vertiginoso del costo del petrolio e dei cambiamenti climatici.

Gli otto ‘grandi’ si erano lasciati l'anno scorso con la promessa di dimezzare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. E' possibile che il vertice di Toyako trasformi questa "considerazione" in un "accordo". Gli europei, insieme alle organizzazioni ecologiste, vorrebbero una più concreta riduzione del 20 per cento entro il 2020. In agenda anche la questione dell’allargamento G8 ad altri 5 Paesi.

Marianna Quatraro

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il