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Stipendi in Italia non sono cresciuti e sono uguali a 15 anni fa considerata inflazione

Le retribuzioni unitarie medie dei lavoratori dipendenti, al netto di imposte e contributi e in termini reali, non sono oggi molto al di sopra del livello di 15 anni fa.



La denuncia è del governatore di Bankitalia, Mario Draghi: ‘Nel nostro Paese l'accelerazione dei prezzi osservata nell'estate del 2007 ha portato fino a oggi a una minore crescita del reddito disponibile di oltre 1 punto percentuale, che sale a 3 se si tiene anche conto delle perdite di valore reale della ricchezza finanziaria’.

E’ un’economia che ristagna, che non sa crescere e che non ne ha possibilità. La corsa dei prezzi iniziata nell'estate del 2007, insieme all'effetto-ricchezza negativo indotto dalla crisi dei mercati finanziari, si è  duramente abbattuto sui redditi delle famiglie.

La cosa peggiore è sentire che le retribuzioni unitarie medie dei lavoratori dipendenti, al netto di imposte e contributi e in termini reali, non sono oggi molto al di sopra del livello di 15 anni fa.

Si dice che quella attuale è la prima generazione che vive e vivrà peggio dei propri genitori, una situazione che non si verificava dai tempi del dopoguerra e che, se non vengono accertati e studiati a fondo i motivi che hanno portato a questo tracollo e fino a questi livelli, sarà difficile da risolvere. Tutta colpa dell’aumento del petrolio, dice qualcuno, altri la imputano alla crisi dei subprime in America.

Ma la verità, come si suol dire, sta nel mezzo e sarebbe allora il caro-energia e materie prime, insomma, la causa del ristagno dei consumi, ed è anche la causa della loro mancata crescita nel prossimo futuro. E con i prezzi del petrolio intorno ai 140 euro l'Italia saluta definitivamente un possibile incremento dei consumi pari 2 punti percentuali, che in precedenza si riteneva possibile.

Ma la batosta sul tenore di vita degli italiani potrebbe essere anche peggiore se nel corso del 2009 l'inflazione non dovesse rientrare. Di qui la difesa della scelta adottata in seno al consiglio direttivo della Bce, con il rialzo di un quarto di punto dei tassi d'interesse di riferimento. Forse una scelta efficace.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il