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Impronte rom e nomadi: Unione Europea le blocca, ma il Governo italiano va avanti

Il Parlamento europeo boccia Roma e a Strasburgo passa la risoluzione presentata dai gruppi di Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea per la sospensione immediata delle schedature dei nomadi e dell'utilizzo dei dati.



E’ polemica Roma- Strasburgo sulla questione impronte digitali rom.  Il Parlamento europeo boccia Roma e a Strasburgo passa la risoluzione presentata dai gruppi di Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea per la sospensione immediata delle schedature dei nomadi e dell'utilizzo dei dati.

Ciò in quanto ‘costituirebbe un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine etnica’, bocciando, così, le misure di emergenza nei campi nomadi italiani proposte dal ministro Maroni con 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti.

L'Italia ha intanto mandato una prima risposta alla lettera di Bruxelles che chiedeva ulteriori chiarimenti sulla raccolta delle impronte digitali nei campi rom. L'accusa di razzismo al governo italiano “è totalmente infondata e basata su motivazioni politiche e non sostanziali”, dice il ministro degli Esteri, Frattini.

Come noto l’iniziativa del ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha scatenato un mare di polemica fra chi approva e chi si oppone. Maroni auspica si smetta di parlare di razzismo sul caso delle impronte digitali da prendere ai bambini rom e attacca tutti coloro che, spinti dal falso buonismo e dalla falsa solidarietà nei confronti di questi bambini, lasciano, invece, che vivano in mezzo alla sporcizia.

La decisione di identificare i rom con fotografie ed impronte digitali risponde, secondo il ministro Maroni, alla esigenza irrinunciabile di preparare la strada alla organizzazione di una vita più dignitosa per questi bambini, cercando poi di integrarli completamente con la popolazione italiana.

Se, però, non si trova la maniera di censirli in qualche modo, tutto ciò sarà difficile e lungo da realizzare. Questa la giustificazione per le sue espressioni di ‘indignazione’ nei confronti della decisione del Parlamento europeo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il