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Le migliori università italiane: la classifica completa 2007-2008

Docenza, organizzazione didattica e ricerca: gli elementi per valutare le università italiane.



Docenza, organizzazione didattica e ricerca: questi i punti necessari da valutare per arrivare ad organizzare un classifica delle migliori eccellenze universitarie del nostro Paese. Così, dopo polemiche organizzative, riforme poco approvate e piaciute e sistemi di insegnamento, a volte, non validi, arriva puntuale la classifica delle università della nostra Italia, fra migliori e peggiori.

 Quest'anno a primeggiare è il Politecnico di Milano, che torna in testa dopo aver ceduto 12 mesi fa la palma all'Università di Modena e Reggio Emilia, oggi al terzo posto dietro a Trieste. Lontane dalla vetta le università più grandi, spinte in basso dai problemi classici delle megastrutture: Roma La Sapienza occupa il 50esimo posto, mentre la Federico II di Napoli e la Statale di Milano si piazzano rispettivamente al 31esimo e al 35esimo scalino.

Fra gli atenei non statali, la Bocconi di Milano non ha rivali fra le università con un'offerta formativa articolata. Punteggio elevato anche per il campus Biomedico di Roma. A spingere il Politecnico milanese in vetta alla classifica generale non è un singolo primato, ma i piazzamenti ottenuti con continuità in quasi tutti gli indicatori, ricerca, attività, didattica.

E’ merito, anche, dei suoi studenti, tra i più puntuali alla laurea (il 36% ottiene nei tempi il titolo di primo livello, contro una media italiana ferma 10 punti sotto), e tra i meno "rinunciatari" (il tasso di abbandoni al primo annoè dell'11%). Gli studenti più rapidi in assoluto, invece, si trovano in Bocconi, dove solo il 18% dei laureati ha ultimato gli studi in fuoricorso. Un ritardo che alla Jean Monnet di Bari o alla San Pio V di Roma colpisce invece quasi tutti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il