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Condono Iva 1998-2001: Stato potrebbe recuperare tutti i soldi perchè bocciato da Unione Europea

La Corte di Giustizia Europea boccia il condono sull'Iva per gli anni 1998-2001 contenuto nella Finanziaria 2003.



Bocciato il condono sull'Iva per gli anni 1998-2001 contenuto nella Finanziaria 2003 (governo Berlusconi): così si esprime la Corte di Giustizia Europea dando ragione alla Commissione europea che aveva già contestato il provvedimento nel 2004, e successivamente presentato ricorso il 7 marzo 2006.

La Corte condanna la rinuncia generale e indiscriminata all'accertamento delle operazioni imponibili relative all'Iva, effettuate nel corso di una serie di periodi di imposta, tramite la quale la Repubblica italiana viola gli obblighi derivanti dalla sesta direttiva Iva e l'obbligo di leale cooperazione.

Secondo i giudici del Lussemburgo il provvedimento ha leso i principi di uguaglianza tra i contribuenti europei: infatti nessuno Stato membro ha il diritto di sottrarsi unilateralmente all'obbligo di assoggettare all'Iva determinate categorie di operazioni, come di fatto è successo in Italia per via del condono.

Secondo la Corte ‘la legge italiana induce fortemente i contribuenti o a dichiarare soltanto una parte del debito effettivamente dovuto o a versare una somma forfettaria invece di un importo proporzionale al fatturato realizzato, evitando in tal modo qualunque accertamento o sanzione’.

La sentenza emessa è inappellabile dunque l’Italia dovrà necessariamente adeguarsi, effettuare gli accertamenti fiscali evitati in seguito al condono e a riscuotere per intero l'Iva dovuta e indebitamente ridotta. Nel caso in cui venisse meno a questa procedura, la Commissione potrebbe aprire una procedura d'infrazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il