Ricercatori italiani e università: nuovi fondi, finanziamenti e regolamenti. I dettagli

Secondo la proposta Gelmini, sessanta milioni di euro saranno stanziati per favorire i giovani ricercatori all'interno degli atenei, disco verde alle nuove graduatorie



Taglio di un miliardo e mezzo del Fondo di finanziamento ordinario per le università nei prossimi cinque mesi.

Gli scatti di carriera biennali diventeranno triennali, le tasse universitarie arrivano alle stelle e saranno possibili solo due assunzioni ogni 10 pensionamenti di docenti.

Decisioni nere per l’università italiana, l’uragano Tremonti si abbatte anche sugli atenei. Quelle economiche, di tagli e spese, sono tutte decisioni che collimano con il progetto di dare spazio ai giovani ricercatori, come ha più volte sostenuto il ministro all’Istruzione, Mariastella Gelmini, per rinnovare il mondo accademico e renderlo più dinamico, vivace e interessante. I ‘grandi’ vanno in pensione ma per i giovani il futuro diventa cupo.

Come si risolverà la situazione?

I tagli previsti per l'Università, dalla manovra d'estate, nei prossimi anni, saranno, progressivamente, recuperati e riassegnati al sistema, lo ha garantito lo stesso ministro dell'Università e ricerca.

Secondo la proposta Gelmini, sessanta milioni di euro saranno stanziati per favorire i giovani ricercatori all'interno degli atenei, disco verde alla graduatoria Prin (Programmi di ricerca di interesse nazionale) 2007 per un valore di 98,6 milioni di euro assegnati e per il Sud, da ottobre, via ai primi progetti collegati al Programma operativo nazionale (Pon) cofinanziato dall'Unione europea per 7 miliardi di euro.

I progetti saranno selezionati da una commissione internazionale e potranno ottenere finanziamenti fino a 300mila euro. “I tagli, sostiene la Gelmini,  possono diventare un'opportunità per accelerare su riforme che molti chiedono”.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il