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Risparmio italiani sempre in calo e pessimisti su acquisti. Fiducia consumatori peggiore dal 1993

Cresce il pessimismo nel clima di opinione delle famiglie italiane: negative le intenzioni di acquisto dei beni durevoli e dalla possibilità di effettuare risparmi



Cresce il pessimismo nel clima di opinione delle famiglie italiane: le indicazioni negative arrivano, in particolare, dai giudizi sulla situazione economica del Paese e sul mercato del lavoro, così come da quella personale degli intervistati, dalle intenzioni di acquisto dei beni durevoli e dalla possibilità di effettuare risparmi.

L'indice generale crolla verso quota 95, portandosi addirittura ai minimi dal novembre 1993.

Pur non essendovi uno stretto legame tra l'indicatore di fiducia e la spesa effettivamente realizzata, la conferma di una dinamica sempre volatile (e con una netta tendenza all'indebolimento) è senza dubbio un fattore di freno ai consumi, a loro volta influenzati dal persistente stato di incertezza della politica economica e dalla crisi dei mercati finanziari.

Negative  le previsioni sulle intenzioni di acquisto di beni durevoli e sulle possibilità di risparmio.

Basandosi sui dati e le considerazioni a livello territoriale, la fiducia dei consumatori peggiora soprattutto nelle regioni del Nord-Est e del Mezzogiorno; il calo è, invece, più contenuto in quelle del Nord-Ovest e del Centro.

Cala parzialmente la percezione di nuove tensioni nei prezzi, già ai massimi da quattro anni, dati i continui rialzi dei prodotti energetici e alimentari mentre risultano in aumento le attese di ulteriori tensioni. Continuano, dunque, a crescere le tensioni nel settore economico che hanno colpito il nostro paese ormai in ogni comparto. A rimetterci produttori e fornitori di servizi. 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il