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Controlli fiscali da parte dei Comuni in collaborazione con Guardia di Finanzia. Inizia Torino

Se lo Stato con l’accertamento fiscale recupererà somme non versate rispetto alle raccomandazioni ricevute, girerà il 30 per cento delle cifre incassate al comune.



Comuni e Guardia di Finanza stretti in una collaborazione forte, “un’ alleanza in nome dell’equità sociale e della democrazia, senza nessuna ‘intenzione vessatoria nei confronti di cittadini, aziende e liberi professionisti”: così l’assessore ai Tributi di Torino, Gianguido Passoni, parla del nuovo progetto dei controlli fiscali che partono dai Comuni.

In cambio, se lo Stato con l’accertamento fiscale recupererà somme non versate rispetto alle raccomandazioni ricevute, girerà il 30 per cento delle cifre incassate al comune.

Torino e il Piemonte danno il via alla nuova norma da mettere in atto, già introdotta nel 2005 e rafforzata dall´ultimo decreto approvato dal ministro Tremonti.

Il protocollo di intesa prevede una collaborazione stretta tra i due enti e individua i primi settori su cui si concentrerà l´attenzione dei tecnici dell´assessorato ai Tributi - che si possono appoggiare anche al nuovo nucleo di polizia municipale anti-evasione e alla banca dati Diana messo a punto proprio da Passoni.

“Dagli enti locali,  sottolinea Passoni, può giungere un contributo determinante nella lotta all´evasione fiscale. L’intesa darà risultati sicuramente importanti in termini di accertamento e recupero delle somme non versate all’erario”.

Nel 2008 i milioni incassati grazie alle verifiche fatte, che superano già il tetto delle 11 mila, sono 43, ma con la collaborazione che si stanno avviando con gli enti locali si è fiduciosi in grandi cambiamenti e  crescita dei numeri.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il