Federalismo fiscale in Italia: finanziamenti collettivi per sanità, istruzione e assistenza locali

È pronta la rivoluzione del fisco federale targata Roberto Calderoli. Da giovedì prossimo scatterà il confronto con le autonomie locali, governatori e sindaci in testa, che andrà avanti per più di un mese.



Sanità, istruzione e assistenza locale: tre Fondi perequativi salva-squilibri per livelli essenziali, Comuni e Province, con un fisco per gli enti locali che passerà attraverso le Regioni ma con salvacondotti speciali per le città metropolitane e con il e il graduale transito verso i costi standard delle prestazioni.

È pronta la rivoluzione del fisco federale targata Roberto Calderoli. Si ricomincia dai 19 articoli del Ddl di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione consegnato ieri dal ministro alle Regioni.

Da giovedì prossimo scatterà il confronto con le autonomie locali, governatori e sindaci in testa, che andrà avanti per più di un mese.

La speranza è di arrivare al varo della legge per fine anno ed entro sei mesi, invece, dovranno essere messi a punto i decreti delegati attuativi.

Quello consegnato da Calderoli alle Regioni è ancora ‘testo aperto’ che si propone di creare la strada per dare il via ad un percorso graduale di crescita e sviluppo e di distribuzione delle risorse, garantendo flessibilità fiscale con un paniere di tributi propri e di compartecipazioni, tutti o quasi da definire.

Per Sanità, istruzione e assistenza la promessa è di garantire il finanziamento integrale, sulla base dei costi standard, delle prestazioni essenziali.

Il finanziamento avverrà col gettito dell'Irap, poi con la compartecipazione regionale all'Irpef e all'Iva e con aliquote del Fondo perequativo.

I livelli essenziali saranno garantiti uniformemente in tutta Italia. Il Fondo perequativo sarà alimentato dal gettito della compartecipazione regionale all'Iva e con quote della nuova ‘aliquota media di equilibrio’ dell'addizionale regionale all'Irpef.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il