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Assegni sociali cancellati se non si è lavorato per 10 anni. Categorie colpite

Stop al sussidio se non si dimostra di aver lavorato 10 anni. Ad essere penalizzate saranno le fasce più deboli, emigrati e sacerdoti.



Stop al sussidio se non si dimostra di aver lavorato 10 anni. Ad essere penalizzate saranno le fasce più deboli, emigrati e sacerdoti. L'assegno di assistenza (fino a 400 euro) che l'Inps eroga a chi ha un basso reddito è stato cancellato da un emendamento al decreto che contiene la manovra e se non ci saranno interventi correttivi salterà dal primo gennaio del 2009.

La contestazione riguarda la norma che pone una stretta sui requisiti per accedere all'assegno sociale e che prevede la residenza continuativa in Italia per almeno 10 anni e la necessità di dimostrare, sempre negli ultimi 10 anni, di aver lavorato e versato contributi per ottenere l'assegno.

 La legge attualmente in vigore, incece, prevede che possano richiedere l'assegno sociale i cittadini italiani (e i cittadini Ue o extracomunitari con permesso di soggiorno) oltre i 65 anni a prescindere dal versamento dei contributi. La modifica è nata da una richiesta della Lega in chiave anti-immigrazione (per frenare i ricongiungimenti familiari), che ha portato il governo a prevedere che l'assegno sociale spetti solo a chi ha lavorato e versato contributi per 10 anni continuativi.

Ma la nuova norma colpirà gli extracomunitari e le fasce più deboli , come per esempio casalinghe, religiosi, emigrati, perché gli emendamenti all'articolo 20 del decreto legge sulla manovra economica, votati dalla maggioranza, azzerano nella pratica la platea di quanti, casalinghe, lavoratori in nero, disoccupati, religiosi missionari, emigrati che rientrano in Italia, avendo superato i 65 anni d'età e non percependo alcun reddito, avevano fino ad oggi beneficiato di un minimo sostegno assistenziale. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) chiedono al Parlamento di ritornare sui propri passi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il