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Crisi globalizzazione e mercato mondiale? Un altro segnale viene dal Wto 2008 per agricoltura

La globalizzazione ha subito, in questi mesi, una serie di duri colpi. A questi si aggiunge l'ultimo fallimento di Ginevra.



La globalizzazione ha subito, in questi mesi, una serie di duri colpi: la crisi dei subprime ha rivelato la fragilità di mercati, in mano ad una finanza internazionale senza regole, la crisi del cibo ha mostrato quanto, a livello nazionale, possa essere pericoloso affidarsi alle forniture dall'estero per il proprio fabbisogno alimentare, l'impatto della corsa del petrolio sul prezzo dei trasporti sta mettendo in dubbio la razionalità delle scelte di delocalizzazione industriale.

A queste problematiche che hanno portato al collasso dell’economia mondiale, si è aggiunto il grande fallimento di Ginevra, anche se non si esclude che le trattative possano riprendere. Il punto specifico su cui, dopo 24 ore di negoziato quasi ininterrotto, è naufragato questo ultimo capitolo del Doha Round, è la protezione dei piccoli contadini indiani (e cinesi).

Nuova Delhi, con il sostegno di Pechino, reclamava la possibilità di aumentare i propri dazi agricoli, nel caso di un aumento anomalo delle importazioni, che togliesse troppo spazio alle centinaia di milioni (in Cina i piccoli contadini sono 800 milioni) di produttori nazionali. La bozza di accordo stabiliva la soglia di anomalia ad un aumento del 40% delle importazioni.

L'India controproponeva il 10%, una soglia troppo bassa, secondo gli americani, in grado di innescare troppo facilmente una chiusura protezionistica. Nessuno pensava che l'ambizioso tentativo di aprire ulteriormente l'intero mercato agricolo e industriale mondiale potesse bloccarsi su questo punto. Senza l'ombrello del Doha Round, il commercio mondiale punterebbe più sulla creazione di blocchi regionali, come la Unione europea, il Nafta americano e un eventuale aggregazione asiatica, frammentando il processo di globalizzazione: questo non garantirebbe regole uguali per tutti.

Dunque, il fallimento di Ginevra ha risvolti non solo economici ma anche politici perché va ad intaccare la credibilità di una organizzazione internazionale. Conseguenza più importante: colpisce il tentativo ambizioso di dare una voce unica ad un gruppo di paesi, divisi da interessi contrastanti.

Il gruppo di paesi è l'Unione europea: il Wto è l'unica sede in cui il rappresentante della Commissione di Bruxelles parla e tratta a nome di tutti i paesi membri. Un successo avrebbe rafforzato la spinta ad una gestione sovranazionale della politica europea.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il