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Conad: un crac da 140 Mln di euro. Arrestati i top manager del Gruppo

Ammonta, secondo le accuse della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, a 140 milioni di euro il crac di Conad (Consorzio nazionale dettaglianti) con sede a Bologna.



Ammonta, secondo le accuse della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, a 140 milioni di euro il crac di Conad (Consorzio nazionale dettaglianti) con sede a Bologna.

Questa mattina i finanzieri del Gico (Gruppo investigazioni criminalità organizzata) di Bari hanno eseguito l’arresto di Camillo De Berardinis, amministratore delegato e vice presidente di Conad, del direttore amministrativo del Consorzio Mauro Bosio e di altre cinque persone, che secondo i titolari dell’inchiesta sarebbero coinvolti nel crac della società consortile barese Cedi Puglia di Bitonto (Bari), a cui aderivano varie aziende e vendevano beni in diversi supermercati del Gruppo, Gum, Tarantini, ex Standa commerciale, presenti in Puglia, Calabria e Sicilia.

Sempre secondo l’accusa i reati ipotizzati sono quelli di bancarotta fraudolenta documentale, bancarotta per distrazione e bancarotta preferenziale in favore di altre società del Gruppo Cedi Puglia, ma anche in favore dello stesso Conad, prima creditore e poi socio di Cedi Puglia.

La Cedi Puglia è fallita lo scorso 3 maggio. Dava lavoro a circa 1.600 persone, con un fatturato annuo di mille miliardi delle vecchie lire. Le accuse della magistratura barese sostengono che la Cedi Puglia dopo un periodo di grande sviluppo patrimoniale passò a un profondo dissesto economico-finanziario. Molti creditori e i lavoratori furono danneggiati (furono persi 1.600 posti). Altri creditori, invece, ricevettero dal crac della società vantaggi notevoli.

Sempre secondo le indagini della Guardia di Finanza nel marzo 2002 il Conad decide di entrare nel capitale di Cedi Puglia e nel suo Consiglio d’amministrazione, del quale fanno parte con l’incarico di consigliere d’amministrazione e di procuratore speciale i due top manager arrestati oggi. I due rappresentanti del Consorzio in sede del Cda attivano manovre, sempre secondo le accuse del Gico, per provocare lo svuotamento del patrimonio di Cedi Puglia. Nello stesso tempo l’attività dei due top manager consente di far pagare i debiti solo ai creditori di area Conad a svantaggio di altri creditori, tra i quali i lavoratori della società che viene così ulteriormente spinta verso il fallimento.

Il Consorzio nato il 13 maggio 1962 ha 2.817 punti vendita suddivisi tra supermercati, negozi di prossimità, ipermercati e superstore. Navigando nel sito emerge una fotografia di un Gruppo forte che ha un giro d’affari di quasi 6.400 milioni di euro.

La struttura organizzativa prevede tre livelli: imprenditori associati che sono i titolari dei negozi e compongono la rete di vendita in Italia, le cooperative e consorzi che curano la contrattualistica e la logistica a supporto degli imprenditori associati, il consorzio nazionale che è la centrale di servizi commerciali e di marketing (vi fanno capo tutte le diverse attività di Conad).

Inoltre il Consorzio nazionale controlla la Leasinvest SpA per il finanziamento delle attività degli associati e degli aspiranti imprenditori e la Conalec Srl (60% Conad, 40% Gruppo francese E. Leclerc) per potenziare la rete degli ipermercati in Italia e sviluppare partnership in diversi settori. Il Conad fa parte dell’Associazione nazionale delle Cooperative dettaglianti aderente alla Lega nazionale delle cooperative.

Nel sito sotto la voce etica d’impresa il Consorzio ricorda di essere tra i promotori di impresa etica, un pool di aziende che intendono l’impegno sociale come parte essenziale della propria missione e promuovono la responsabilità sociale oltre a competere su basi etiche nel mercato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il