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Cina va male a livello Finanziario, ma potrebbe presto diventare un mercato di riferimento valutario

I risultati emersi circa il settore finanziario della Cina non prospettano nulla di buono,ma stridono con quelli dell'economia reale.



Si prepara con grande fermento ad accogliere il mondo intero per le Olimpiadi 2008 ormai alle porte.

In occasione dell’evento sportivo dell’anno, la Cina si è data da fare tra rinnovamento, nuove organizzazioni e gestioni ‘delle cose comuni’.

Ma i risultati emersi circa il suo settore finanziario non prospettano nulla di buono.

La crescita economica più debole del previsto, i sussidi alla disoccupazione in deciso aumento, le dichiarazioni del ex presidente della Fed, Alan Greenspan, che prevede il 50% di possibilità che il paese vada in recessione: queste sono le preoccupazioni fortemente sentite.

La borsa americana scende e le borse asiatiche si accodano.

Però a livello reale, l'economia della Cina è cresciuta di oltre il 10 percento nel trimestre terminato a giugno, il decimo consecutivo di espansione, mentre le riserve valutarie hanno raggiunto la cifra record di 1.800 miliardi.

Il rating sul debito a lungo termine della Cina, invariato da due anni, è stato innalzato di un livello ad A+, il quinto più alto, ponendo la nazione asiatica alla pari con l'Italia.

Ma indici di borsa cinesi, in ribasso di poco meno del 50% da inizio anno, messi a confronto con quelli americani che perdono nello stesso periodo tutti meno del 15%, raccontano un’altra realtà ma ache può essere anche totalmente o in parte sbagliata.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il