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Fido bancario per piccole-medie imprese: costa di più se il titolare è donna. Paradossale

Le microimprese guidate da una donna pagano un tasso di interesse più elevato per quanto riguarda il fido bancario in conto corrente.



Le donne in carriera, coloro che decidono, su tacchi a spillo e strette in tailleur, di scalare le vette delle aziende, crescono in Italia e, proprio nel nostro Paese dove piccole imprese e lavoratori autonomi sono abbastanza numerosi, le donne rappresentano circa il 25% di questo universo.

La parità dei sessi sembra aver toccato, dunque, ogni comparto, ma, ovviamente, qualche perplessità permane ancora. Secondo un recente studio condotto da Francesca Lotti e Paolo Emilio Mistrulli (‘Do women pay more for credit? Evidence from Italy’, Nber working paper, luglio 2008) in cui sono stati analizzati dati su oltre un milione di fidi bancari in conto corrente e circa 150mila microimprese da gennaio 2004 a dicembre 2006, le microimprese guidate da una donna (comprese le lavoratrici autonome) pagano un tasso di interesse più elevato per quanto riguarda il fido bancario in conto corrente, circa lo 0,3% in più rispetto a quelle gestite da uomini.

La principale risposta che spiega il perché di questa differenza uomini/donne è che le imprese femminili sono più rischiose di quelle maschili. O per lo meno così si pensa. Ma è un pensiero comune errato. Perché, sempre secondo i dati emersi, le imprese femminili sono quelle che meno falliscono, basti pensare che nel 2004, i tassi di fallimento erano rispettivamente dell'1,9% e 2,2% e, altro dato da sottolineare, è che le imprese femminili hanno una qualità del credito del tutto paragonabile a quelle maschili, se non leggermente migliore.

Allora perché quella differenza di tasso di interesse? Forse il diverso comportamento delle banche in presenza di un garante per il debitore e la figura del garante maschile è vista come una sicurezza nel caso di un'impresa femminile. Basti pensare che se un'impresa femminile ha una garante donna, i tassi di interesse sono molto più alti, raggiungono circa lo 0,6% in più.

E allora qual è il fattore che crea la differenza di tasso di interesse fra uomo e donna? Forse la classica risposta della donna perché tale, non può essere esclusa, di nuovo ed ancora, nonostante l’emancipazione della sua figura nella nostra società contemporanea.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il