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Fondi di investimento: scelti gli obbligazionari in dollari. Su tutti gli altri pesanti uscite

Gli obbligazionari governativi in dollari registrano segni positivi.



Italiani in vacanza e i loro portafogli di fondi comuni di investimento si alleggeriscono. I riscatti hanno superato le nuove sottoscrizioni, soprattutto tra gli obbligazionari. Positivi solo i prodotti specializzati sui settori sottovalutati e quelli che potrebbero beneficiare del recupero del dollaro.

Solo gli obbligazionari governativi in dollari (+217 milioni), sottoscritti evidentemente in previsione di un recupero dei Treasury americani e in un’ottica di apprezzamento del dollaro nei confronti della moneta unica, hanno registrato l’unico segno positivo.

Male, invece, i fondi specializzati sull’Europa e sull’America, mentre gli investitori sono tornati a comprare, anche se timorosi,  i prodotti settoriali più colpiti dai ribassi e al momento più a buon mercato, quali gli azionari Finanza (+178 milioni) e gli azionari Tecnologia (+106 milioni di euro).

Per i fondi di liquidità, invece, i deflussi sono stati pari a 1,2 miliardi di euro: anche in questo caso, è evidente la scommessa sul recupero del dollaro. A livello societario, i grandi gruppi hanno subito notevoli deflussi, a partire dagli oltre quattro miliardi fuoriusciti dalle società di gestione di IntesaSanpaolo e i 2,5 miliardi fuoriusciti dalle casse di Pioneer. Spiccano i dati positivi di Banca Finnat Euramerica (+258 milioni di euro), e, tra le case estere, di Jp Morgan Am (+151 milioni) e State Street (+78,2).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il