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Economia emergenti 2008-2009: Brasile cresce sempre di più e sfida la Cina, ma anche Europa e Usa

Abituarsi alla concorrenza economica era certo ormai da tempo, ciò che non ci si aspettava era la portata dei paesi cui dover tener testa.



La sfida alle tradizionali economie più forti del mondo è stata da poco lanciata da Cina e India, ma questi non sono i soli Paesi emergenti in grado, fra qualche tempo, di competere con le grandi della terra. Abituarsi alla concorrenza economica era certo ormai da tempo, ciò che non ci si aspettava era la portata dei paesi cui dover tener testa.

Così Europa e Usa si troveranno a dover affrontare, insieme a Cina ed India, anche il Brasile. Mentre il Pil cresce, senza strappi, al ritmo del 4-5% all'anno, la moneta si rafforza e l'inflazione decresce, il Brasile si è appena conquistato lo status di investment grade da parte delle agenzie di rating internazionali.

Nel recente studio ‘Globality’, Boston consulting ha individuato 13 società che potrebbero dare del filo da torcere anche alle più paludate aziende occidentali. Alcune, per le caratteristiche del loro business, già lo fanno.

Altre al momento guardano ai Paesi confinanti, ma non nascondono di coltivare progetti più ambiziosi. Il Brasile ha in sé tanto di Italia: c’è la Fiat, c’è Magneti Marelli, c’è Telecom, c’è Pirelli. Ma ci sono anche le loro aziende, domestiche si ma abbastanza dinamiche.

Per fare un esempio: chi non è del settore non la conoscerà ma Vale do Rio Doce, colosso delle estrazioni minerarie, in Borsa qualche mese fa è arrivata a capitalizzare 190 miliardi di dollari. Per dire, all'incirca come Eni ed Enel messe assieme. Privatizzata nel '97, è ancora controllata da un gruppo di fondi pensione brasiliani. Opertiva in 31 Paesi, oggi è quotata anche a Wall Street. E questo è solo un esempio di partenza per un paese in grande crescita.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il