BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Tassa sulla casa ritorna con il federalismo, ma solo nelle città metropolitane

La bozza sul federalismo fiscale definisce le modalità di finanziamento degli enti locali e della città metropolitane.



La nuova bozza sul federalismo fiscale del ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli è stata presentata, questa mattina, ai rappresentanti delle Province e dei Comuni. Secondo quanto detto da Calderoli, il programma sembra esser stato bene accettato da entrambi gli organi ed offre al loro la possibilità di mettere nero su bianco su questioni fondamentali.

Il testo aggiornato definisce le modalità di finanziamento degli enti locali (dando la possibilità alle regioni di istituire nuovi tributi comunali e provinciali) e della città metropolitane, cui il finanziamento è assicurato in modo da garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle medesime funzioni. 

I comuni e le Città metropolitane potranno mettere imposte sugli immobili. Le Province avranno una tassa che riguarderà la circolazione, senza escludere una accisa cui carburanti. A Roma, in quanto capitale, saranno assegnate risorse aggiuntive e "specifiche quote di tributi erariali e un proprio patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite.

Per quanto riguarda la città metriopolitane previste nella bozza, si tratterebbe di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Torino, Napoli e Genova. L'articolo 12 prevede il finanziamento delle funzioni delle città metropolitane relativo ai comuni capoluogo con più di 350mila abitanti. Incerta la situazione di Bari e Venezia. Le due città non rientrerebbero, infatti, nella lista delle città con i parametri richiesti perché hanno una popolazione inferiore ai 350 mila abitanti.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il