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McCain discorso alla Convention Repubblicana:il vero cambiamento sono io.E apre alla politica estera

'Tenderò la mano la mano a chiunque mi voglia aiutare a rimettere questo Paese in movimento: ho un passato e le cicatrici a provarlo, il senatore Obama no'. Così McCain.



Dopo il discorso d’elogio dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Geroge W. Bush, dopo l’acclamazione per il discorso della sua candidata vice, Sarah Palin, è arrivato il suo momento: dopo anni vissuti ai margini di un partito che lo considerava un pericoloso eretico, John McCain ha accettato ieri sera, ‘con onore e umiltà’, la nomination repubblicana per la Casa Bianca.

Il senatore dell'Arizona conquista la leadership dello schieramento conservatore, per guidarlo nella storica sfida ai democratici, guidati da Barack Obama. “Tenderò la mano la mano a chiunque mi voglia aiutare a rimettere questo Paese in movimento: ho un passato e le cicatrici a provarlo, il senatore Obama no”.

La platea ha ascoltato, fra dubbi, perplessità e religioso silenzio, alla fine è esplosa in un grande applauso, in una trionfale conclusione del suo discorso durato 48 minuti, quando ha promesso di combattere per gli americani, se il 4 novembre lo sceglieranno come presidente degli Stati Uniti. 

Nel suo primo discorso da candidato ufficiale dei repubblicani alla Casa Bianca, John McCain si è presentato come un riformista che ragiona con la propria testa, ha promesso che, se sarà eletto, porterà il cambiamento e milioni di posti di lavoro, sviluppando nuove e vecchie fonti di energia.

McCain, dipinto da Obama e i democratici come una figura di continuità con l'impopolare presidente George W. Bush, ha cercato di rilanciare la propria immagine di repubblicano anticonformista, sperando di attirare gli elettori indipendenti, che saranno la chiave del successo di queste elezioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il