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Università in Italia: pochi laureati, molti abbandoni. Poca preparazione dalla scuola

L’Ocse fotografa una situazione dell’istruzione secondaria italiana che nulla ha di confortante



Dopo le riforme di scuola e università annunciate dal Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, dopo la bufera che si è abbattuta sui test di ingresso alle Facoltà a numero chiuso, svoltisi qualche giorno fa, alle soglie dell’inaugurazione del nuovo Anno Accademico, l’Ocse fotografa una situazione dell’istruzione secondaria italiana che nulla ha di confortante.

Tanti insegnanti, ma sottopagati; pochi investimenti negli atenei; studenti universitari che in percentuali altissime non arrivano alla laurea. Si salva la scuola elementare, dove l'Italia investe di più rispetto alla media degli altri paesi, e ha buoni risultati. Il dato più allarmante è quello che riguarda il tasso di abbandono degli studi universitari.

Addirittura l’Italia si colloca, in fatto di laureati e specializzati,  al di sotto della media di Cile e Messico, in una posizione che la vede in coda alla classifica insieme a Brasile, Turchia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Il problema sembra esser stato in parte risolto con la riforma del 2002 che ha introdotto i corsi di laurea breve.

Oggi solo il 19% dei 25-34enni italiani possono vantare un diploma di laurea contro il 33% della media Ocse, ma il tasso di laurea dei nuovi studenti è passato dal 17% del 2000 al 39% del 2006. Una percentuale sicuramente cresciuta ma in virtù di una agevolazione organizzativa che ne ha favorito la crescita. Ma la qualità rimane la stessa?

Su questo interrogativo i pareri sono piuttosto discordanti. Certo, rispetto ai vecchi corsi di studio universitari, i nuovi sono meno impegnativi, finiscono prima (3 anni) con la possibilità di scegliere se continuare (corso di laurea specialistica) o meno, e propongono soluzioni diverse per svolgere esami e agevolando lo studente nei programmi da sostenere. Ma i giovani di oggi i paragoni con un passato che non conoscono non possono farli.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il