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Imitazioni marche famose e prodotti di moda: boom in Italia. Ma arrivano leggi più dure.

dilaga sempre più il fenomeno della contraffazione. Motli chiedono l'istituzione di un'Authority europea.



L’Italia cresce in fatto di moda, si rinnova ed esporta in tutto il mondo marche d’eccellenza che solleticano la fantasia dei più all’estero e che attirano star dello spettacolo, della mondanità e del gossip internazionale. Il Belpaese è esempio di stile, raffinatezza ed elegante eletta nel mondo come la migliore. Ma come ogni lato che brilla, presenta anch’esso qualche macchia opaca.

Questo mondo da sogno è stato, infatti, contaminato dal fenomeno sempre più dilagante della contraffazione: copre ormai tutto il mondo, è forse l'industria più florida e più in espansione, non conosce crisi dei mutui, non conosce la crisi finanziaria che sta abbattendo i colossi dell’economia mondiale, ma, anzi, continua a crescere, e sempre di più.

Vive immerso in una montagna di roba elegantissima e griffatissima, rigorosamente falsa. E, se fino a qualche anno fa si trattava di un fenomeno controllabile, oggi è talmente sfuggito a qualsiasi tipo di controllo che i governi iniziano a farsi avanti con dure leggi. Sembrano, infatti, entrati in dirittura d'arrivo i negoziati per l'Acta o Anti Counterfeing Trade Agreement, l'accordo internazionale anti-contraffazione che dovrebbe essere firmato dalla Ue, dagli Usa, dal Canada, Singapore, da mesi si è  attivato anche l'Europarlamento, con la sua Commissione per il commercio internazionale.

Il punto d'arrivo, almeno per la prossima legislatura se non per questa che ormai è già al tramonto, sarà quello di avere una nuova direttiva europea che punisca questo settore. Molti propongono, addirittura, la nascita di un Osservatorio, di un'Authority europea, o di qualche altra agenzia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il