BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Mobbing: definizione, regole e limiti definiti dalla Cassazione per le denunce sul lavoro

Il mobbing è costituito da una condotta protratta nel tempo e diretta a ledere il lavoratore.



“L’individuazione del tempo necessario a determinare mobbing è un procedimento logico complesso, in cui è necessario considerare l'ambiente socio-culturale in cui il conflitto si svolge, le relazioni psicologiche del mobbizzato e lo specifico lavoro svolto”.

Questo è quanto emerge dalla Cassazione che, accogliendo il ricorso di una donna che sosteneva di avere subito numerose prevaricazioni sul posto di lavoro(frasi volgari, collocazione in un ufficio marginale, "esproprio" del progetto societario sul quale stava lavorando), fissa nuove regole e responsabilità in ambito mobbing. Riconosce la responsabilità del datore di lavoro per la condotta mobbizante attuata dal suo dipendente posto in posizione di supremazia gerarchica rispetto alla vittima e deve essere seguito da concrete misure e di vigilanza.

Il mobbing è costituito da una condotta protratta nel tempo e diretta a ledere il lavoratore. Caratterizzano questo comportamento la sua protrazione nel tempo attraverso una pluralità di atti", nonché "la volontà che lo sorregge (diretta alla persecuzione ed all'emarginazione del dipendente), e la conseguente lesione, attuata sul piano professionale o sessuale o morale o psicologico o fisico.

Pertanto il datore di lavoro è responsabile, pur in assenza di un suo specifico intento lesivo, anche se il comportamento materiale sia posto in essere da altro dipendente per la colpevole inerzia nella rimozione del fatto lesivo.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il