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Borse emergenti latino-americane da preferire negli investimenti? Durante la crisi non hanno ceduto

Dopo il crollo dei colossi finanziari americani la novità si chiama America Latina.



Dopo il crollo dei colossi finanziari americani, dopo l’ennesimo intervento della Fed per salvare Morgan Stanley e Goldamn Sachs ed evitare un ulteriore tracollo economico per il Paese, la novità si chiama America Latina. Questa parte di America ha, infatti, vissuto i giorni della crisi finanziaria più grave degli ultimi decenni con molta pacatezza e ‘in attesa’  che la bufera passasse.

Tutti i Paesi che nelle precedenti grosse crisi venivano trascinati per primi nel vortice dell'incertezza e in qualche caso nel baratro delle recessioni, questa volta sono stati in grado di reggere alla bufera. Di certo, non si sa cosa accadrà nelle prossime settimane, è difficile fare previsioni per il futuro, ma ciò che di certo si sa è che Argentina, Brasile, Uruguay e Cile (fortemente vincolato al prezzo del rame, di cui è grande produttore) hanno mostrato un'insospettabile capacità di resistenza.

Nel quadro di queste piccole nuove potenze, l’Argentina è il Paese che negli ultimi anni ha raggiunto  tassi di crescita più sostenuti dell'area, superiori all'8% annuo. Dal 2004 a oggi una corsa senza fine, dopo la crisi del default (2001) e la conseguente grande depressione.

L’Uruguay, poi, Paese che un tempo veniva chiamato ‘la Svizzera del Sud America’, ha un solido sistema economico che ne ha garantito per decenni l'immagine di garante di stabilità. Poi è caduto dopo decenni di dittature ma da qualche tempo ha riacquisito la forza di una piccola economia (solo 4milioni di abitanti) dotata di un sistema solido.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il