Accademici VS editori: liberate la ricerca su Internet

TUTTA la ricerca accademica dovrebbe essere pubblicata attraverso il web e accessibile gratuitamente.



TUTTA la ricerca accademica dovrebbe essere pubblicata attraverso il web e accessibile gratuitamente.

Tim Berners Lee, padre del World Wide Web, è tra gli otto firmatari della lettera aperta al ministro per la Scienza britannico, Sainsbury, e ai RCUK (Research Councils UK - Consigli per la Ricerca nel Regno Unito) pubblicata il 30 agosto. Si tratta dell’ultima mossa di uno scontro tra il mondo della ricerca e l’Associazione di Editori Accademici e Professionali (ALPSP).


Gli editori hanno recentemente espresso il loro allarme: con la diffusione di e-prints essi potrebbero perdere gli abbonamenti delle biblioteche alle riviste scientifiche. Chi vieterebbe alle biblioteche di accontentarsi dell’edizione digitale dei testi? Ciò soffocherebbe non tanto la grande editoria, quanto piuttosto la piccola editoria specializzata.


La lettera del 30 agosto ha polarizzato lo scontro tra sostenitori della diffusione trasparente della ricerca attraverso Internet ed editori. Il documento sottolinea come nelle aree disciplinari in cui da anni gli e-prints sono una canale di comunicazione privilegiato tra ricercatori, le biblioteche non abbiano abbandonato la stampa tradizionale.

La pubblicazione attraverso il web non erode il campo dell’editoria tradizionale, ma è uno sbocco parallelo per la ricerca e addirittura può aumentare la visibilità delle riviste ed essere vantaggiosa anche per gli editori.

L’archiviazione sul web, infatti, aumenta il numero di citazioni e le citazioni fanno crescere il numero di abbonamenti alla rivista. A conclusione della lettera gli accademici hanno chiesto che i RCUK rendano obbligatoria la pubblicazione di e-prints, possibilmente contemporanea alla pubblicazione cartacea.


Il web, in fondo, fu inventato proprio per questo: semplificare la diffusione di documenti tra le università e i centri di ricerca; sfruttare, attraverso la condivisione, tutto il potenziale del sapere. In alcune aree disciplinari - la fisica e la matematica, per esempio - la pubblicazione dei risultati di ricerca attraverso la Rete è una pratica consolidata. Gli e-prints sono sempre più diffusi nel web: la spinta più importante viene dalle università statunitensi, che hanno creato anche sistemi di archivi comuni per mettere a disposizione di chiunque il sapere prodotto al loro interno.

A breve termine potrebbero anche spuntarla gli editori, ma la storia insegna che i tradizionalisti prima o poi devono indietreggiare e lasciare spazio al progresso - per quanto esse possano comportare, inizialmente, qualche squilibrio economico a chi non voglia adattarsi.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il