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Rinnovo stipendi dipendenti statali 2008-2009: aumenti non per tutti. Il piano di Brunetta

La nuova norma prevede che gli aumenti dati ai dipendenti pubblici senza firmare i contratti potrebbero non essere concessi a tutti.



Continua il piano riforma del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e protagonisti della nuova decisione sono ancora loro, gli statali, coloro che fino a qualche tempo fa sognavano un posto alle dipendenze dello Stato perché sicuro ma che oggi dovranno impegnarsi, e tanto, per mantenerlo.

La novità è che gli aumenti dati ai dipendenti pubblici senza firmare i contratti potrebbero non essere concessi a tutti. Per le amministrazioni, infatti, mettere i soldi in busta paga non sarà un obbligo, bensì ‘una possibilità che l’amministrazione può utilizzare a sua discrezione’.

Il ministro spiega che il nuovo pacchetto di norme non è stato pensato per chiudere gli spazi di trattativa ai sindacati, ma per ‘tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici’. L'operazione punta a far scattare aumenti strutturali che in media si aggireranno attorno ai 50 euro mensili, con punte di 55 e 70 euro negli enti pubblici non economici e nella scuola e e ritocchi di circa 40 euro negli enti locali.

E dovrebbe essere preceduta a dicembre dal pagamento, con la tredicesima, dell'indennità di vacanza contrattuale 2008: in media tra i 110 e i 130 euro. La norma approvata dal Consiglio dei ministri prevede la possibilità di concedere una rivalutazione degli stipendi con atti unilaterali.

Visto che l’offerta economica del governo è molto lontana dalle richieste dei sindacati, e visto che al momento non si vede neanche uno spiraglio di trattativa, Brunetta ha pensato di pagare lo stesso gli aumenti con i soldi che ci sono. La prima parte di questo aumento (circa 9 euro lordi al mese) entrerebbe in vigore subito e sarà obbligatorio da parte di tutte le aziende. Cosa che, invece, non accadrà per la seconda tranche di aumenti, perché sarà discrezionale: lo faranno solo le amministrazioni che vorranno farlo.

Questa seconda tranche dovrebbe scattare da gennaio e dovrebbe essere pari al 90 per cento dell’inflazione programmata sulla voce stipendio. Se fosse il 100% sarebbero 65-70 euro, sottraendo un decimo si scende a circa 60 euro lordi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il