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Processi civili e penali in Italia non si fanno: sette su dieci rimandati ogni giorno

Ogni giorno, in Italia, si rinviano 7 processi penali su dieci, spesso per mancanze.



Secondo il rapporto realizzato da Eurispes e Unione delle Camere penali italiane condotto su un campione di 13mila processi tenuti nelle principali aule di giustizia italiane, si evidenzia come, ogni giorno, meno del 30% dei processi di primo grado si conclude con una sentenza: di condanna per l'imputato, nel 60% dei casi, di assoluzione, nel 21%, e di estinzione del reato nel restante 15 per cento. Ogni giorno, in Italia, si rinviano 7 processi penali su dieci.

A volte manca l'imputato, quando non, addirittura, le aule, interi fascicoli, il giudice o il pubblico ministero, mentre in altri casi serve prendere tempo per generiche «esigenze difensive» o per consentire all'avvocato di seguire un'udienza di un'altra causa, che si svolge in contemporanea.

E non mancano, poi, gli errori nelle notifiche degli atti processuali o l'elevato numero di udienze in una sola giornata che rende impossibile seguirle tutte o, più banalmente, l'assenza dell'interprete o del perito, senza i quali non si può svolgere alcuna attività.

Dal rapporto emerge, poi, come funzionino ancora poco i riti cosiddetti alternativi al giudizio ordinario, in particolare rito abbreviato e patteggiamento. Nel 90% dei casi monitorati, infatti, il dibattimento si svolge nelle forme del rito ordinario, mentre solo nel 5,4% dei casi con il rito abbreviato e nel 4% con il patteggiamento.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il