Prestiti bancari per imprese in Italia sempre più difficili da ottenere dopo crisi Usa

L’accesso al credito bancario sembra essere diventato troppo difficile. E chi ne risente, in Italia, sono soprattutto le piccole e medie aziende.



L’accesso al credito bancario sembra essere diventato troppo difficile. E chi ne risente, in Italia, sono soprattutto le piccole e medie aziende. I problemi nascono dalla scarsa liquidità internazionale post crisi finanziaria, provocata dal fallimento dei colossi americani che si è allargato a coinvolgere il mondo, sviluppato, intero e l'onda lunga di Basilea 2 che hanno finito per influire sulla selezione del credito.

Lo stesso presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha appena chiesto al governo un tavolo di collaborazione con le banche per continuare a sostenere un modello di made in Italy di successo. La percezione della stretta è forte tanto per le piccole realtà, come le  province manifatturiere tanto per le grandi zone centrali e affari più importanti, come i Confidi. Francesco Bellotti, presidente nazionale di Federconfidi, spiega che “la crisi di liquidità internazionale dovuta al crollo del finanziamento da cartolarizzazioni, incide sui budget degli impieghi nel credito bancario, che a loro volta tagliano gli affidamenti alle imprese, con punte preoccupanti nel Mezzogiorno”.

Per Antonio Favrin, presidente di Neafidi, il secondo consorzio italiano per volume di affidamenti (raggruppa i Confidi del Veneto), non si tratterebbe, invece, di crisi di liquidità quanto di cambiamento di paradigma.

Dopo cioè la brusca crisi che il mondo dell’economia si è trovata ad affrontare, è giusto creare realtà concorrenziali, perché se le banche riusciranno a selezionare il credito sulle progettualità a medio-lungo e non solo sulla solidità a breve, si potrebbe raggiungere un buon risultato.

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di Marianna Quatraro Fonte: pubblicato il