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Recessione Stati Uniti più vicina, meglio l'Europa ma vi sono rischi. Male deficit italiano

L'attuale episodio di stress finanziario è fra i più intensi fra quelli registrati negli Usa e fra i più generalizzati perché tocca la maggior parte dei paesi.



L'attuale episodio di stress finanziario è fra i più intensi fra quelli registrati negli Usa e fra i più generalizzati perché tocca la maggior parte dei paesi. Lo sviluppo di sistemi finanziari più concorrenziali ha aumentato la vulnerabilità a forti contrazioni dell'attività, nel caso in cui le difficoltà riguardino il settore bancario.

La crisi attuali è senza precedenti e gli Stati Uniti stanno per entrare in recessione: è questa l'analisi del Fondo Monetario Internazionale. Maggiore l’ottimismo verso l'Eurozona perché il sistema bancario europeo è molto meno esposto dal lato delle cartolarizzazioni di mutui ipotecari.

Ma, per la prima volta da tempo, il presidente Jean-Claude Trichet parla dei rischi per lo sviluppo, invece, che su quelli dell'inflazione, su cui comunque la guardia resta alta. Anche se la decisione di lasciare invariati i tassi è stata unanime
si è discusso sulla possibilità di ridurli. Non solo l’America, duramente colpita dal crollo dei suoi colossi finanziari che ne hanno notevolmente abbassato la potenza economica, ma anche l’Europa sembrerebbe sull’orlo della recessione. Allarme anche sui paesi emergenti dove, nonostante tassi di crescita economica ampiamente positivi.

Per quanto riguarda la situazione italiana, il coinvolgimento nelle dinamiche di ‘caduta libera’ economica che sta toccando ‘i grandi’ sembrerebbe non dover colpire più di tanto il Belpaese, come negli ultimi giorni il ministro dell’Economia, Tremonti, ha diverse volte rassicurato, ma va male il deficit. L’Istat comunica, infatti, un aumento del deficit nel II trimestre del 2008: 0,5% sul Pil.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il