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Ribasso tassi di interessi banche mondiali: ma l'Euribor non scende. C'è ancora troppa sfiducia

Le principali banche centrali del mondo, Bce, Fed, Banca del Canada, Banca Nazionale Svizzera, Banca Centrale della Svezia e Banca della Cina, hanno tagliato i tassi di interesse dello 0,50%.



Le principali banche centrali del mondo, Bce, Fed, Banca del Canada, Banca Nazionale Svizzera, Banca Centrale della Svezia e Banca della Cina, hanno tagliato i tassi di interesse dello 0,50%. Non è intervenuta la Banca centrale del Giappone che gia da tempo ha i tassi di interesse al minimo assoluto (0,5%), preferendo intervenire sul mercato fornendo liquidità.

Con questa mossa le banche centrali hanno voluto dimostrare che politica monetaria e gestione delle liquidità sono due cose differenti. La Bce ha spiegato che la decisione è stata possibile perché nella zona euro i rischi inflazionistici sono diminuiti e le aspettative di inflazione sono stabili.

Solo il tasso overnight sull'euro è sceso sotto il 4% allineandosi al nuovo livello del tasso della Bce (3,75%). Ciò che non ha assolutamente subito variazioni sono stati i tassi Euribor, ai quali sono indicizzati i mutui a tasso variabile. L'Euribor 3 mesi viaggia al 5,30% con una riduzione di appena 0,09 rispetto alla situazione precedente il taglio.

Prima del taglio della Bce, lo spread era di 114 punti base, 4,25% contro 5,39%. Ora è salito a 155 punti, 3,75% contro 5,30% e, paradossalmente, si è ampliato lo spread tra il tasso Refi e il tre mesi. Il ribasso dei tassi d'interessi aiuta la fiducia delle famiglie e risponde alle incertezze economiche, ma non risolve di per sé il problema di sfiducia che da mesi ormai sta attanagliando il mercato monetario.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il