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Banche e valori in borsa: molte valgono meno del valore patrimoniale sia in Italia che all'estero

Le banche italiane valgono meno dei mezzi propri. Sembra sempre più netta e forte la differenza tra valori borsistici e patrimonio degli istituti di credito.



Resisteva Mediobanca ma ora nemmeno lei: le banche italiane valgono meno dei mezzi propri. Sembra sempre più netta e forte la differenza tra valori borsistici e patrimonio degli istituti di credito, ma gli operatori non sembrano dar molto peso a questa situazione.

Il prezzo di un'azione è l'incontro tra domanda e offerta: se l'offerta è sotto stress non si ottengono valutazioni corrette. Un esempio? La situazione del Banco PopolareIl rapporto prezzo/valore patrimoniale è di 0,50, quindi alla società guidata da Fabio Innocenzi è riconosciuta una valutazione di Borsa pari alla metà del suo patrimonio netto per azione.

C’è poi Unicredit, che ha la peggior performance sul listino da inizio anno avendo lasciato sul terreno il 53% circa, ha un coefficiente di 0,75, la Bpm tratta a 0,73 volte il book value e  non si salvano neppure Intesa San Paolo e Mediobanca che fino a otto giorni fa stavano a galla riflettendo in Borsa il valore del patrimonio. Alle ultime quotazioni anche Cà de Sass è sottovalutata dell'11 per cento.

Spingendo lo sguardo al di la dei nostri confini nazionali per dare un’occhiata a ciò che accade in Europa, il più alto rapporto prezzi/valore patrimoniale tra le prime 60 banche continentali spetta alla svizzera Efg (2,37), mentre il più basso è di Hypo Real Estate (0,22).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il