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Stipendi e pensioni basse: 15 milioni di italiani a rischio povertà. Mancano sostegni come in Europa

E' allarme povertà in Italia. Secondo il Rapporto elaborato dalla Caritas Italiana l'emergenza riguarderebbe 15 milioni di persone.



E’ allarme povertà in Italia: la notizia potrebbe sembrare paradossale ma nel Paese dove si registra una delle ricchezze più grandi, quella delle regioni del Nord, è allarme per i dati che mostrano la povertà di molti italiani.

Secondo il Rapporto sulla povertà in Italia elaborato dalla Caritas Italiana, in collaborazione con la Fondazione Cancan, l’emergenza riguarda 15 milioni di persone, quindi non solo i 7,5 milioni di persone ufficialmente sotto la soglia della povertà, ma altrettanti che si collocano poco sopra, e quindi sono da considerare ad alto rischio.

Il rapporto ricorda i dati Istat: il 13 per cento degli italiani è povero, vive con meno di 500-600 euro al mese. Sono povere le famiglie con anziani (soprattutto se autosufficienti) ed è povero un terzo delle famiglie con tre o più figli; il 48,9 per cento di queste vive al sud. La situazione italiana dipende anche, e soprattutto, dalle poche misure di sostegno a favore dei meno abbienti messe a disposizione dallo Stato.

Le pensioni e gli stipendi sono bassi, a volte troppo, e si rischia la povertà grave in uno dei Paesi che dovrebbe essere tra i più sviluppati in Europa. C’è da sottolineare che in Italia le misure contro la povertà sono le meno efficaci dell'Europa dei 15.

Se, infatti, in alcuni paesi come Svezia, Danimarca, Olanda, Germania, Irlanda, l'impatto della spesa per la protezione sociale riesce a ridurre del 50 per cento il rischio povertà, da noi si raggiunge solo un minimo 4 per cento, il che non è un dato gratificante considerando che al nostro fianco c’è solo la Grecia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il