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Riforma scuola Gelmini cosa cambia e le novità. Intanto The Economist la boccia.

La Camera dei deputati ha approvato il decreto Gelmini sulla nuova riforma della scuola. Ma l'Economist boccia l'istruzione del nostro sistema scolastico.



La Camera dei deputati ha approvato il decreto Gelmini sulla nuova riforma della scuola, la stessa che in questi giorni ha fatto scendere in piazza centinaia di manifestanti. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. Intanto i sindacati hanno indetto uno sciopero nazionale per il 30 ottobre.

Cambiamenti e novità in vista, dunque, per il sistema scolastico italiano, a partire dalla grande introduzione della bocciatura alle scuole elementari. Decisione certamente contestabile ma che dovrà esser presa solo in casi eccezionali e adducendo più che soddisfacenti motivazioni.

Novità per gli specializzandi Ssis: costoro potranno essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento non più in coda, ma nella posizione spettante in base ai titoli posseduti. Nell'ambito degli obiettivi di razionalizzazione previsti dall'articolo 64 del Dl 112/2008 per la riorganizzazione del servizio scolastico e dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico delle scuole, si prevede che le istituzioni scolastiche costituiscano nelle scuole primarie classi assegnate a un unico insegnante e funzionanti con un orario di ventiquattro ore settimanali.

Il pagamento del maestro unico, poi, in caso di ore eccedenti l'orario di servizio di 24 ore, avverrà dal fondo d'istituto, integrato da eventuali economie. Sarà previsto, ancora, un giro di fondi per sanare le emergenze dell'edilizia scolastica, legate in particolare al rischio sismico, cui sarà previsto un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche.

Per quanto riguarda poi le valutazioni in merito a rendimento e condotta, oltre alla reintroduzione del voto in condotta, il comportamento di ogni studente sarà valutato in base anche alla partecipazione alle attività e agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori dalla propria sede. Per quanto riguarda, invece, il rendimento, questo verrà valutato in base a voti numerici espressi in decimi.

Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva o all'esame di Stato a conclusione del ciclo gli alunni che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline. E ancora, tra gli oggetti di discussione maggiore, ci sono libri di testo, loro scelta e prezzi.

In base al nuovo decreto sulla scuola, i libri alle scuole medie e superiori saranno cambiati ogni sei anni. E mentre nel Belpaese ci si mobilita per una maggiore organizzazione della scuola, che alcuni sostengono ed altri ne sono decisamente contrari, la totale bocciatura arriva dall'Economist che esprime un giudizio decisamente negativo sullo stato della pubblica istruzione nel nostro paese.

Secondo quanto sostenuto nelle pagine della settimanale, l’obiettivo del ministro Gelmini è principalmente riassestare i bilanci di un'istruzione che troppo pesa sui conti pubblici italiani. Ma in realtà l’obiettivo dovrebbe essere un altro, vale a dire la qualità dell’istruzione offerta nelle scuole, perché sembrerebbe che in Italia l’istruzione media superiore sia inferiore alla media Ocse. Il che non dovrebbe farci nessun onore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il