BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pronti contro termine: i rischi non mancano. E garanzie non ci sono. Ma sono i più richiesti

E' boom di richieste per i Pronti conto termine nonostante non offrano nessuna garanzia e sicurezza.



Le famiglie del Belpaese li cercano, li vogliono e li preferiscono per la loro semplicità, l'aliquota fiscale ridotta e il breve orizzonte temporale. Sono i Pronti Conto Termine, contratti (tradizionalmente della durata da uno a sei mesi, massimo un anno) in cui una banca riceve liquidità contro la vendita di titoli (di solito di Stato), impegnandosi al contempo con il cliente al loro riacquisto a termine e a un prezzo prefissato, che incorpora un rendimento.

Secondo i risultati di recenti indagini, nelle ultime settimane, la loro crescita ha subito un vero e proprio boom. Eppure i Pronti conto termine non sono certo esenti da rischi, in questo periodo di crisi diffusa.

I rendimenti dei Pronti contro termine, pur situandosi nella fascia alta di quelli offerti dagli strumenti di liquidità, sono comunque inferiori all'andamento medio dell'Euribor. Se il risparmiatore riceve un buon rendimento, sarà conveniente per gli istituti di credito perché i Pronti conto termine consentono loro di finanziarsi a tassi più bassi di quelli del mercato interbancario.

Ma resta un problema per quanto riguarda i tassi: da maggio in poi i rendimenti dei pronti contro termine, al netto dell'aliquota fiscale ridotta (al 12,5% invece del 27% di altre forme di investimento, come i libretti postali ordinari), hanno perso nella gara contro l'inflazione. Questo vuol dire che nonostante i rendimenti comunque maggiori, essi non sono in grado di tenersi al passo della crescita del carovita.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il