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Essere felici: gli italiani lo sono poco.Di più i cittadini delle nazioni Est europa e alcune Africa

Le felicità? Un traguardo importante. A sorpresa nel mondo lo sono di più nell'Es dell Europa e in alcuni paesi dell'Africa.



Essere felici? Un traguardo che pochi riescono a raggiungere, ma un sogno di tutti. Basti pensare che per raggiungere la tanto amata felicità ad Harvard ha addirittura inaugurato una nuova Facoltà universitaria sulla felicità che insegnerebbe, secondo metodi, studi e approfondimenti, a vivere felici. Utopia o realtà?

Secondo un articolo su ‘Sviluppo, libertà e felicità crescente’ pubblicato sul prestigioso Perspectives on Psychological Science, frutto dello studio di  di quattro autori:  Roberto Foa, studente italo-inglese di PhD di scienze politiche a Harvard e associato di ricerca della World Value Survey, il progetto mondiale di sondaggi, gli altri sono politologi e psicologi delle Università del Michigan e di Brema, “l'umanità ha conosciuto nell'ultimo quarto di secolo un enorme aumento della felicità”. 

E’ stato possibile raggiungere questo livello grazie al progresso, in tutti i campi, che l’uomo è riuscito a raggiungere, dalle libertà individuali alle liberalizzazioni del lavoro alle politiche messe in atto dai diversi paesi. Lo studio degli autori dell’articolo si estende a comprendere un campione di 90 Paesi che coprono i nove decimi della popolazione mondiale e basato su 350 mila interviste della World Value Survey.

Le domande rivolte sono le stesse dall'Ucraina alla Cina, dall'Africa agli Stati Uniti, e gli intervistati valutano nelle risposte il proprio livello di felicità (espressione degli stati d’animo) e di benessere (legata alle condizioni di sviluppo economico). I risultati sono sorprendenti: la quota globale di coloro che si definiscono molto felici sale del 7%. I

n Italia, passa dal 10% dell'81 al 18% del '99 per ricadere poi al 16% del 2007; in Francia, invece, si va dal 19% dell'81 a un picco del 36%, per poi ricadere al 31% del 2007.  Gli italiani, dunque, lo sono poco e, incredibilmente, crescono i coefficienti dei Paesi dell’Est europeo: Moldova (2.52), Romania (2.44), Bulgaria (2.40).  Stessi risultati, piuttosto soddisfacenti a dispetto delle aspettative, anche in alcuni paesi dell'Africa subsahariana.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il